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Carabinieri

Maxi operazione contro un’associazione a delinquere, sette persone in manette: cosa sappiamo – IL VIDEO DEL BLITZ

di Luciano Onnis
Maxi operazione contro un’associazione a delinquere, sette persone in manette: cosa sappiamo – IL VIDEO DEL BLITZ

La banda aveva messo a segno una fitta serie di furti fra cui un’auto della polizia penitenziaria

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Carbonia Duro colpo ad un’associazione malavitosa  dedita ai furti. I carabinieri della compagnia di Carbonia hanno dato esecuzione questa mattina 7 gennaio a 7 provvedimenti (di cui 5 custodiali in carcere, 1 ai domiciliari e 1 di sottoposizione all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria) disposti dalla Procura di Cagliari.
A partire dal mese di novembre 2023, una fitta serie di furti (fra cui un’auto della polizia penitenziaria) ai danni di esercizi commerciali aveva suscitato a Carbonia e in tutta la provincia del Sud Sardegna, un forte allarme sociale tra i cittadini e crescente inquietudine tra gli esercenti pubblici. Le azioni criminali erano state perpetrate dagli autori con un modus operandi particolarmente audace che prevedeva l'utilizzo di autovetture rubate sul momento e il loro successivo incendio per cancellare ogni traccia a loro riconducibile.

Le indagini dei carabinieri della compagnia di Carbonia, dirette dal capitano Matteo Scarpino, avviate in base agli elementi meticolosamente raccolti sulle diverse scene dei furti, hanno subito orientato i sospetti verso alcuni soggetti residenti nella provincia. Le attività, sviluppate in una prima fase con il metodo tradizionale e poi integrate da indispensabili accorgimenti tecnico-scientifici, hanno consentito di acquisire indizi circa l’esistenza di una associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio. Secondo l’ipotesi allo stato formulata, questa presunta organizzazione avrebbe visto ai vertici soggetti di etnia Rom, domiciliati nel locale campo nomadi sito in località Caput d’Acquas, che si presumono coadiuvati e supportati da alcuni pregiudicati locali.

In base alle indagini degli investigatori,  sono stati acquisiti indizi nei confronti di
diversi soggetti, di cui cinque colpiti da provvedimenti di custodia  in carcere (rispettivamente un 24enne di Carbonia, un 23enne di Alghero, un 34enne di Carbonia, un 29enne di Alghero e un 26enne di Carbonia, disoccupati e già noti alle forze di polizia), un altro ai domiciliari (un 42enne di Carbonia) e infine un obbligo di presentazione in caserma ogni giorno per 24enne, cameriere del posto. 

Altri quattro soggetti sono stati denunciati in stato di libertà  con l’accusa di avere, a vario titolo, cooperato collateralmente all’associazione, nel ruolo di “basista” e/o “ricettatore”. Per questi il Gip del Tribunale di Cagliari non ha inteso emettere alcun provvedimento cautelare, ritenendo il loro coinvolgimento di minor rilevanza. Sono complessivamente 36 i capi d’accusa contestati agli indagati, tra i quali spiccano le così dette spaccate in supermercati e presso attività commerciali di Carbonia e San Giovanni Suergiu, furti in diverse aree di servizio del basso Sulcis nonché, i furti di autovetture asportate dall’interno di una nota concessionaria sulcitana e, inoltre, quello di un’auto della polizia penitenziaria in sosta a Cagliari.

L'incendio appiccato sulle auto rubate ha rappresentato il tentativo sistematico di garantirsi l'impunità. Tuttavia, di particolare utilità si sono rivelate le immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza, che, nonostante i tentativi di manomissione attuati danneggiando le telecamere con mazze e bastoni, hanno permesso di ricostruire i movimenti e di confermare l’abitudine di celare l'identità con guanti e travisamenti in testa.

L’attività condotta dai militari della stazione di Carbonia con il supporto nel Nucleo operativo e radiomobile si è caratterizzata per un’azione investigativa che ha richiesto pazienza e attenzione costanti; i carabinieri hanno monitorato e ricostruito minuziosamente ogni spostamento del gruppo attraverso mirati servizi di
osservazione e raffinato pedinamento. È proprio l’attività investigativa tradizionale, supportata dalla capillare presenza dell'Arma sul territorio, che si è rivelata decisiva non solo per la raccolta delle prove ma, anche, per scongiurare e prevenire numerosi e analoghi fatti delittuosi che, potenzialmente, sarebbero potuti degenerare anche in fatti più gravi.

Le operazioni, oltre ai carabinieri della compagnia di Carbonia, hanno visto impegnati anche quelli della compagnia di Alghero, dello squadrone eliportato Cacciatori Sardegna, dei cinofili  e di un elicottero dell’11° Nec di Elmas.

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