La Nuova Sardegna

Cagliari

Il caso

Caso Manuela Murgia, no alla proroga delle indagini – La decisione del gip

Caso Manuela Murgia, no alla proroga delle indagini – La decisione del gip

Rigettata la richiesta del Pm che ritiene ci siano ancora nove punti su cui far luce. La sedicenne è morta nel 1995

2 MINUTI DI LETTURA





Cagliari No del gip Giorgio Altieri alla richiesta del pubblico ministero Guido Pani per la proroga delle indagini sulla morte della sedicenne Manuela Murgia, trovata cadavere la mattina del 5 febbraio 1995 ai piedi del canyon della necropoli di Tuvixeddu e uccisa la sera prima.

C’è tempo fino al 26 ottobre 

Davanti alla prospettiva di concessione di un allungamento di tempi di indagine concessi al pubblico ministero, il gip ha precisato alle parti che il magistrato titolare dell’inchiesta ha ancora quattro mesi per svolgere indagini per omicidio (dopo che il caso era stato archiviato 30 anni fa come gesto suicidario), accertamenti che a termini di legge devono essere svolte in 18 mesi. Dalla riapertura del caso nel maggio 2024 si deve arrivare pertanto al 26 ottobre, dopo di che il pm potrà chiedere una nuova archiviazione o di procedere per omicidio contro Enrico Astero, l’ex fidanzato di Manuela Murgia, unico indagato per quello che è stato ritenuto non più un suicidio ma un possibile omicidio.  La posizione di Astero è apparsa notevolmente alleggerita dopo che la comparazione del Dna ha fatto emergere che le tracce biologiche trovate nello slip della ragazza non corrispondono al suo profilo genetico.

La richiesta di procedere contro ignoti

Ma – come chiedono gli avvocati di parte civile della famiglia Murgia – le indagini devono procedere contro ignoti e i giorni scorsi hanno presentato al pubblico ministero un elenco di nove punti su cui indagare. Fra questi la comparazione del Dna rilevato nelle mutandine della vittima con quello di persone che potrebbero avere avuto a che fare con la ragazza il pomeriggio del 4 febbraio 1995, quando è stata uccisa. «Chiediamo sia fatta luce su questo Dna – afferma l’avvocato Bachisio Mele – che potrebbe portare gli inquirenti all’assassino. C’è da chiarire il mistero dell’auto di Astero lavata in tutta fretta all’interno la mattina del ritrovamento del corpo della ragazza da un suo cugino lavaggista. Risulta che, secondo quanto lui stesso dichiarato, l’auto era stata lavata (nonostante fosse domenica e per lui giornata non lavorativa) internamente perché la sera prima (quella in cui Manuela sarebbe stata uccisa o si sarebbe suicidata) dentro l’auto avrebbe avuto un rapporto sessuale con una prostituta, mentre Enrico Astero, che gli aveva prestato l’auto, attendeva fuori a una decina di metri».

Adesso il gip ha ricordato al pubblico ministero che le indagini potranno avere una proroga solo davanti alla presunzione di aggravante della violenza sessuale subita da Manuela Murgia prima di morire. Per l’ipotesi di omicidio il caso era stato archiviato due volte ed essendo passati più di vent’anni risulta prescritto. (luciano onnis)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il caso

Cala Finanza, l’annuncio in consiglio comunale: la delibera di novembre 2025 sarà revocata

Esclusivo

Viaggio dentro Villa Certosa, 25 foto inedite della residenza dei Berlusconi appena venduta allo sceicco del Qatar

Le nostre iniziative