Duplice omicidio Tani-Milanovic, gli avvocati dell’imputato Casula: «Stupiti dalla sentenza di condanna»
Gianluca Aste e Marco Aste faranno ricorso: «Vedremo se il giudizio odierno supererà il rigoroso vaglio della Corte di cassazione»
Cagliari «Non commentiamo mai le sentenze. Aspettiamo di leggere le motivazioni, che saranno oggetto di attenta analisi e sicura censura davanti alla Suprema Corte di cassazione». Così Gianluca e Marco Aste, gli avvocati difensori del tabaccaio 51enne di Carbonia, Gianfranco Casula, condannato questa mattina 2 ottobre a 12 anni di reclusione dai giudici della Corte d’Assise al processo d’appello-ter per il duplice omicidio di William Tani e Giuliano Milanovic, gli amici scomparsi nel 2007 e mai ritrovati.
«Mi limito a ricordare il principio del ragionevole dubbio – spiega Gianluca Aste – radicato nel sistema italiano attraverso la presunzione di innocenza e la cultura della prova; impone che il giudice possa condannare l’imputato solo quando le prove raccolte escludono tutte le ricostruzioni alternative plausibili. Se ne parla tanto di recente – aggiunge Aste – con riguardo a processi che hanno suscitato rilevante clamore mediatico», facendo riferimento al caso Garlasco.
«Ebbene, in questo caso, due diversi collegi della corte d’assise d’appello, giudicando sulla base dei medesimi elementi, hanno deciso di dover assolvere Casula per non aver commesso il fatto, avendo ritenuto che la sua colpevolezza non fosse provata con un grado di certezza tale da escludere ogni dubbio.
Oggi, invece, con grande stupore – conclude Aste – abbiamo assistito alla lettura di una sentenza di condanna. Vedremo se il giudizio odierno supererà il rigoroso vaglio della Corte di cassazione».
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