Olbia, studenti francesi tra i banchi del liceo Mossa: ora la scuola si apre allo scambio
L’esperienza di tre sedicenni ospitati da altrettante famiglie. A metà aprile partiranno gli alunni olbiesi
Olbia C’è chi li accompagna a scuola la mattina, chi organizza gite alla scoperta dei luoghi più affascinanti della Sardegna, chi li coinvolge nello sport o nelle uscite con gli amici. Da una decina di giorni, tre studenti francesi sono entrati nella vita quotidiana di altrettante famiglie: succede al liceo scientifico Lorenzo Mossa, dove l’internazionalizzazione è ormai una realtà consolidata. Accanto all’esperienza dell’anno all’estero – che porta gli studenti olbiesi a partire e, allo stesso tempo, ad accogliere ragazzi da tutto il mondo – prende forma una nuova iniziativa.
Si tratta dello scambio “uno a uno”, inserito nel progetto Erasmus e coordinato dalla docente di Storia dell’Arte e referente Emanuela Scano, con la collaborazione di Carla Nieddu, del Dipartimento di inglese. «La particolarità – spiega la Scano – è proprio la reciprocità: chi ospita sarà a sua volta ospitato. È uno scambio reale, che si vive non solo a scuola ma anche in famiglia. I ragazzi di Aizenay resteranno ancora due settimane. E poi, il 16 aprile, saranno i nostri alunni a raggiungere la Francia per un soggiorno della stessa durata con le famiglie dei loro giovani ospiti».
A fare da ponte tra Olbia e la Francia sono sei sedicenni: tre olbiesi e tre francesi. Robert ha ospitato Elliot, Roberta ha accolto Léonie, mentre Andrea ha condiviso queste settimane con Marine. Le giornate si dividono tra lezioni e tempo libero, ma è anche fuori dalla classe che il percorso prende forma: gite, sport, passeggiate in centro, o semplici serate davanti alla tv. E a raccontarlo sono loro. «Mi piace proprio fare la sorella, visto che sono figlia unica», dice Roberta. Andrea vive tutto con naturalezza: «È una bellissima esperienza. Io ho già una gemella, quindi so cosa significa condividere tutto con una ragazza». Per Robert il senso è immediato: «Vivere insieme significa conoscersi davvero».
Per gli studenti francesi, questa “avventura” è qualcosa che va oltre le aspettative. Elliot parla di «una nuova famiglia, una nuova scuola: settimane bellissime», per poi sottolineare quanto sia importante «anche per migliorare l’inglese, perché tra noi comunichiamo così». In effetti, italiani e francesi parlano tra loro proprio in inglese, rendendo lo scambio un esercizio quotidiano di lingua. Léonie apprezza soprattutto l’orario scolastico italiano. «In Francia restiamo in classe fino alle sei del pomeriggio, qui abbiamo il tempo per fare tante altre cose». Marine, ospitata da Andrea, è netta: «Olbia è fantastica, così come questo liceo. Non vorrei ripartire».
A sottolineare il valore dell’iniziativa è anche la docente del Dipartimento di inglese Carla Nieddu: «Crediamo che il progetto abbia una ricaduta diretta sulle dinamiche del nostro istituto, perché la mobilità studentesca è un fenomeno in crescita che noi accogliamo come apertura al mondo. Oltre all’aspetto linguistico, Erasmus+ aiuta soprattutto gli studenti a sviluppare autonomia e capacità di adattamento. I tre studenti stanno affrontando nuove sfide, gestendo la propria routine in un contesto diverso, relazionandosi con persone appartenenti a una realtà differente. Lo scambio favorirà la loro crescita personale e accrescerà la sicurezza in se stessi». Un’esperienza così, comunque, è possibile soprattutto grazie alle famiglie. Il dirigente scolastico Gianluca Corda ringrazia in particolare quelle olbiesi «per la grande disponibilità e il senso di responsabilità dimostrati nell’accogliere ragazzi che non conoscevano, affrontando anche eventuali imprevisti». Ma lo stesso ringraziamento si estende anche alle famiglie francesi, già pronte a ospitare a loro volta gli studenti del Mossa. «Tra permanenza in Sardegna e soggiorno in Francia – chiude il preside –,i ragazzi vivranno insieme un mese e mezzo: abbastanza per trasformare uno scambio scolastico in qualcosa di più, un’esperienza fatta di relazioni e legami che restano». (s.p.)
