La Nuova Sardegna

Olbia

Rischio idrogeologico

Olbia, via il “tappo” dal Seligheddu: pronto il nuovo ponte ferroviario

di Dario Budroni

	Il nuovo ponte ferroviario sul Seligheddu (foto di Vanna Sanna)
Il nuovo ponte ferroviario sul Seligheddu (foto di Vanna Sanna)

L’intervento anti-alluvione realizzato da Rfi. A seguire l’addio al passaggio a livello

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Olbia Il ponte di acciaio è stato montato in neanche tre mesi al lato della strada. Presto sarà posizionato lungo i binari e prenderà il posto del vecchio e pericoloso ponte ferroviario sul rio Seligheddu, nel punto dove si incontrano i quartieri Baratta, Bandinu e Tannaule. Sparisce così una delle tante opere incongrue che soffocano i canali della città. In questo caso, nell’alluvione del 2013 il ponte-tappo sul fiume, che si trova a pochi metri dall’istituto Amsicora, contribuì in maniera pesante all’allagamento di tutta Zona Baratta. A svolgere i lavori è Rete ferroviaria italiana, che, come annunciato la scorsa primavera dal sindaco Settimo Nizzi, sempre qui procederà con un secondo intervento: l’eliminazione del passaggio a livello tra le vie Portogallo e Lupacciolu, che sarà quindi sostituito da un cavalcaferrovia.

Il cantiere

Non è soltanto l’amministrazione a doversi occupare della demolizione dei ponti-tappo, con l’obiettivo di rendere la città più sicura dal punto di vista idrogeologico. Così già da anni Rfi, in sintonia con il Comune, ha programmato alcuni interventi lungo la rete cittadina. Si parte dunque dal rio Seligheddu, per un importo che supera i 4 milioni di euro. Il nuovo ponte prefabbricato, realizzato quasi interamente in acciaio, è pressoché pronto e non dovrebbe mancare molto al suo posizionamento sul fiume. Successivamente Rfi si occuperà dell’eliminazione del passaggio a livello. Mentre il sogno di smontare le sbarre del centro città resterà per sempre tale, almeno qui i cittadini potranno dire addio alle lunghe attese davanti ai binari. Al posto del passaggio a livello sarà realizzato un viadotto in grado di scavalcare sia i binari che il futuro canale deviatore che collegherà il rio Tannaule (che costeggia le vie Belgio e Portogallo, dove nel novembre del 2013 morirono Patrizia Corona e la figlia Morgana Giagoni) al rio Seligheddu.

Altri ponti Rfi

Quello attualmente in corso non è l’unico cantiere programmato da Rfi per mitigare il rischio alluvione. Altri due interventi sono attesi sulle foci del canale Zozò e del rio San Nicola, nell’insenatura di Porto Romano. Anche qui gli attuali ponti dovranno essere sostituiti da strutture che non ostacolino il deflusso delle acque. I lavori più attesi sono quelli sul rio San Nicola, anche perché, sulla base di un accordo tra Comune e Rfi, è inoltre prevista l’eliminazione dello storico ma inadeguato cavalcaferrovia di via Dei Lidi. La stretta e vecchia struttura sarà sostituita da una rotatoria che sarà realizzata quasi alle spalle del centro umanitario di via Canova: da qui, in direzione zona industriale, partirà una strada che sarà collegata al tracciato già esistente di via Oglio, tra l’agglomerato di Tilibbas e il Delta Hotels. Per superare i binari sarà creato un sottopasso a quattro corsie.

Il piano del Comune

Lavori Rfi a parte, toccherà al Comune mettere in sicurezza il resto della città. Il maxi piano di mitigazione del rischio idrogeologico firmato da Technital è ancora fermo in Regione, sotto la lente della procedura di Valutazione di impatto ambientale. Serviranno almeno cinque anni – e 250 milioni di euro, da tempo nelle casse comunali – per realizzare tutte le opere in programma. Gli interventi principali comprendono la demolizione di tutti i ponti-tappo e la realizzazione di un maxi canale scolmatore sotterraneo che raccoglierà l’acqua del rio Seligheddu per trasportarla fino al Padrongianus. Previsti anche numerosi interventi lungo i canali con l’obiettivo di riqualificare i quartieri interessati e migliorare il rapporto tra la città e i suoi corsi d’acqua, anche attraverso la realizzazione di nuovi parchi urbani. Nonostante il piano non sia stato ancora approvato dalla Regione, in passato il Comune è riuscito comunque a intervenire per abbattere (e in diversi casi ricostruire) alcune opere incongrue, come i ponti di via Vittorio Veneto, via Petta, via Galvani e via Libeccio a Pittulongu.

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