Tavolara Bay, il sindaco Lai alla minoranza: «Mai presentato il progetto di Lu Bagnu»
Ancora botta e risposta sul maxi piano turistico e immobiliare a Porto San Paolo
Loiri Porto San Paolo Ancora botta e risposta. E ancora una volta su Tavolara Bay. Il sindaco Francesco Lai respinge al mittente gli attacchi partiti nei giorni scorsi dalla minoranza. Stavolta non si parla di Cala Finanza ma del maxi progetto turistico e immobiliare che il gruppo Jhsf Fasano vorrebbe realizzare nell’area di Lu Bagnu, a Porto San Paolo. Il sindaco aveva sempre detto che nessun progetto era stato ufficialmente presentato all’amministrazione. Invece per i consiglieri Maurizio Zirottu, Elio Decandia, Francesco Carbone e Massimiliano Murrighili, che hanno firmato un’apposita interrogazione, le cose sarebbero andate diversamente: Tavolara Bay avrebbe presentato il progetto e il Comune lo avrebbe anche trasmesso alla Regione nel 2024. «La minoranza dimostra ancora una volta di voler fare propaganda – risponde Lai –. Non esiste alcun progetto formalmente presentato».
Progetto pilota
Il sindaco vuole fare chiarezza. «Il documento richiamato è una relazione, e nessun progetto, trasmessa dal Comune alla Regione il 28 maggio 2024 in risposta al Decreto dell’assessore regionale numero 2 del 23 febbraio 2024 della giunta Solinas, il quale concedeva a tutti i Comuni 90 giorni di tempo per rispondere – sottolinea Francesco Lai –. Quel decreto chiedeva a tutte le amministrazioni di valutare la domanda e l’offerta turistica esistente nel territorio e il relativo carico ammissibile, affinché la Regione potesse elaborare, d’intesa con il Ministero, gli indirizzi e i criteri previsti dalla normativa a carattere generale. È in questo contesto che si inserisce la relazione comunale, nella quale viene illustrato anche uno scenario di sviluppo denominato “progetto pilota”, dove per progetto si intende il metodo di copianificazione Comune-Regione-Stato, calato in un Puc già coerente con il Ppr, e non un progetto edilizio. Ma una cosa è una proposta illustrativa, elaborata nell’ambito di una relazione urbanistica e programmatoria e un’altra cosa è un progetto concretamente presentato per ottenere le necessarie autorizzazioni. Come sempre detto non esiste alcun progetto formalmente presentato, né esiste alcun procedimento amministrativo avviato né alcuna autorizzazione rilasciata». Poi Lai aggiunge: «La risposta alla Regione del 2024, peraltro, ha un’impostazione descrittiva e illustrativa, con contenuti che richiamano anche una presentazione di carattere promozionale, per rispondere alla parte di “domanda” elaborata dalla Ras. Non è una pratica autorizzativa per la realizzazione delle opere descritte. Tra l’altro si esplicita chiaramente che il Comune non chiede nuovi o aggiuntivi volumi. Basti pensare che abbiamo chiuso il Puc con oltre 50mila metri cubi residui di volumetria da poter pianificare, senza calarla nel territorio, già dal 2021».
Chiarezza
Per Lai, «accostare queste vicende e presentare la documentazione del 2024 come prova significa sovrapporre fatti e procedimenti distinti, offrendo una ricostruzione che non restituisce correttamente la situazione». Il sindaco conclude: «Nessuno mette in discussione il diritto dei cittadini e dei consiglieri di chiedere chiarimenti, ma la trasparenza deve essere praticata da tutti e richiede rigore: gli atti devono essere letti integralmente, nel loro contesto e per la finalità per cui sono stati predisposti. Una proposta teorica, se ne ricevono centinaia, non è un progetto autorizzativo. Una risposta all’assessorato non è un’istanza edilizia. Tra l’altro quella procedura avviata dall’assessorato con il Ministero non mi risulta sia poi proseguita con la nuova giunta regionale. I cittadini meritano chiarezza, non sovrapposizioni. Chi interviene nel dibattito ha il dovere di contribuire a questa chiarezza, non di comprometterla».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
