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Oristano

Istruzione e lavoro

Arrivano le lauree professionalizzanti: dove e come sarà il corso appena approvato

di Enrico Carta
Arrivano le lauree professionalizzanti: dove e come sarà il corso appena approvato

Novità importante per gli studenti che terminano le superiori: la scelta ricade su un ambito vicino alle caratteristiche economiche del territorio

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Oristano Fedele alla sua linea alternativa rispetto agli altri atenei sardi nella scelta dei corsi e innovativa nelle proposte. L’università si prepara ad ampliare la propria offerta formativa con un percorso al momento inesplorato ma su cui si punta ben più di una fiche: sul primo binario è in arrivo la laurea professionalizzante in Orticoltura e florovivaismo, collegata al Dipartimento di Agraria dell’università di Sassari. Si tratta di un corso con un orientamento molto pratico pensato per i diplomati, un gradino sotto la laurea triennale e uno sopra il diploma di scuola superiore, con il quale si punta a formare figure tecniche qualificate e immediatamente spendibili nel mondo del lavoro. Il nuovo percorso di studi sarà a numero chiuso con quaranta posti disponibili e prevede due anni di lezioni e laboratori, seguiti da un terzo anno interamente dedicato al tirocinio in azienda. Per conseguire il titolo occorrerà anche raggiungere Per conseguire il titolo occorrerà anche raggiungere 50 crediti formativi di tirocinio in aziende o enti qualificati – i crediti formativi totali del corso di studio sono invece 180 –. I tirocini potranno svolgersi non solo in imprese private, ma anche in enti pubblici, nelle stesse università e in enti di ricerca, grazie a convenzioni dedicate.

Si studieranno materie di vario tipo. Il primo anno prevede l’approfondimento di nozioni generali di matematica e informatica, ma anche più specifiche come la chimica, la botanica e agraria declinata in vari insegnamenti per poi passare alla biologia indirizzando il tutto verso la botanica. Dagli esordi non mancheranno impegni più pratici per gli studenti sulla gestione dell’irrigazione, delle colture e del terreno. Materie che in parte e in maniera ancora più approfondita verranno poi affrontate anche nel secondo anno, dove ci sarà comunque spazio per economia e marketing collegando il tutto al settore dell’orticoltura e del florovivaismo. Saranno presenti discipline ed esami sulla gestione dei prodotti, sulle gestione dei macchinari e sulla tecnologia adottata. Il terzo anno poi, come si diceva, sarà pressoché interamente dedicato alla pratica. L’obiettivo dell’università è rispondere alla crescente domanda di personale qualificato nei settori orticolo e florovivaistico, dove la carenza di lavoratori specializzati è particolarmente evidente in tutta la Sardegna. Resta poi l’indirizzo ben chiaro di puntare su percorsi di studio che abbiano una corrispondenza con le caratteristiche economiche e sociali del territorio, regalando opportunità di inserimento nel mondo del lavoro in ambiti dove domanda e offerta possano incontrarsi più agevolmente.

Il nuovo corso è stato approvato sul finire dell’anno scorso dal Dipartimento di Agraria con la professoressa Sara Melito che è stata la referente e la presidente del comitato promotore della proposta. Se l’iter organizzativo procederà senza intoppi, il semaforo verde scatterà già nel prossimo anno accademico 2026-2027, in caso contrario il debutto slitterà di dodici mesi. L’iniziativa si inserisce poi in un contesto di crescita per l’università a Oristano, sede gemmata per i due atenei sardi, che già oggi propone un’offerta variegata: dai corsi in biotecnologie industriali e ambientali e biotecnologie marine, alle lauree dedicate al turismo, come progettazione e gestione delle destinazioni turistiche e degli eventi culturali, attivati dall’università di Cagliari. Per l’ateneo sassarese sono attivi i percorsi di laurea triennale in Tecnologie alimentari, Viticoltura ed enologia e quello magistrale in qualità e sicurezza dei prodotti alimentari. A completare il quadro, c’è poi la scuola di specializzazione in Beni archeologici sempre attivato dall’università di Sassari, che forma esperti già laureati in archeologia per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale.

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