La Nuova Sardegna

Oristano

Tribunale

Cinque anni di abusi e un’infanzia rubata: ora la Pm chiede 10 anni per l’orco

di Michela Cuccu
Cinque anni di abusi e un’infanzia rubata: ora la Pm chiede 10 anni per l’orco

La storia era venuta alla luce dopo che la ragazzina aveva chiesto una “mascherina 1522” in una farmacia

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Oristano Si avvia verso la conclusione il processo con rito abbreviato davanti alla Gup Cristiana Argiolas, che vede imputato un uomo di 62 anni accusato di aver abusato per anni di una ragazzina, oggi 17enne, affidata alle sue cure. Una vicenda drammatica emersa nel 2020 grazie al coraggio della vittima e alla prontezza di una farmacista. Durante l’udienza preliminare, la Pm Silvia Mascia ha formulato una richiesta di condanna severa: 10 anni di reclusione, il massimo della pena previsto per il rito scelto.

Secondo l’accusa, l'uomo avrebbe approfittato per cinque anni, dal 2016 al 2020, dello stato di indigenza della famiglia della giovane, ospitandola in casa propria per poi trasformarla in vittima di ripetute violenze. Di parere opposto la difesa, rappresentata dall'avvocata Claudia Piroddu, che ha chiesto il minimo della pena. L'imputato ha inoltre offerto un assegno di 800 euro a titolo di risarcimento; una somma accettata dai legali di parte civile, Ezio Ullasci e Valerio Martis, che hanno però già annunciato l'intenzione di procedere per ottenere un risarcimento di entità ben superiore in sede civile.

Il procedimento coinvolge un secondo presunto abusatore: un amico del sessantaduenne, anche lui accusato di violenza sessuale, ha scelto di non accedere a riti alternativi e ha chiesto di andare a dibattimento. Per la madre della vittima, accusata di calunnia, è stato concordato un patteggiamento a un anno.

La storia era venuta alla luce nel novembre del 2020 in una farmacia di piazza Roma. La ragazzina, istruita dalle amiche sui segnali di emergenza, aveva chiesto alla farmacista Alessandra Porcu una "mascherina 1522". Quel codice segreto (che richiama il numero anti-violenza nazionale) ha permesso l'intervento immediato della Polizia, ponendo fine a un incubo iniziato quando la vittima aveva solo dodici anni.

Dalle indagini e dagli incidenti probatori è emerso un quadro di profonda fragilità: la minore era stata spinta verso la casa del "benefattore" dalla povertà estrema in cui viveva con la madre, dove mancava persino il cibo. In quell'ambiente, ciò che era un abuso era diventato per lei una tragica normalità. La sentenza della Gup Cristiana Argiolas è attesa per il mese di aprile.

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