Il Sinis è a rischio crollo per il maltempo, ecco le aree chiuse dal sindaco
Le forti piogge e il maltempo non danno tregua alle coste di Tharros e alle spiagge di San Giovanni, che rischiano di sgretolarsi
Cabras. Accesso proibito al promontorio di Tharros. Il terreno dell’istmo cede alla veemenza del maltempo, che non accenna a placarsi nei prossimi giorni. Così il sindaco di Cabras Andrea Abis nella tarda serata di ieri mercoledì 11 febbraio notte con un’ordinanza urgente ha disposto «l'interdizione integrale del versante a mare del promontorio di Tharros» per rischio elevato per la pubblica incolumità. L'ordinanza ha stabilito anche, con effetto immediato, «il divieto di transito, utilizzo e avvicinamento, sia dalla quota superiore del ciglio della falesia che dalla quota inferiore della spiaggia, della scalinata nord di discesa a mare presso la spiaggia settentrionale di San Giovanni, il cosiddetto "spiaggione", poco sopra la necropoli fenicio-punica settentrionale».
Alla luce dei danni causati da settimane di maltempo e considerate le previsioni metereologiche per i prossimi giorni, che dipingono uno scenario con venti molto forti dai versanti occidentali, il provvedimento era inevitabile. I gravi eventi meteorologici che, tra gennaio e febbraio, hanno colpito il litorale con piogge persistenti, raffiche di vento di elevata intensità e mareggiate caratterizzate da moto ondoso in regime di burrasca e tempesta. «Le condizioni climatiche hanno inciso in modo significativo sulla stabilità della linea di costa e dei versanti a falesia - ha spiegato nel documento il primo cittadino - compromettendo strutture di accesso alle spiagge e determinando situazioni di rischio per l’incolumità pubblica e per la tutela del patrimonio ambientale. Le criticità più rilevanti sono state riscontrate a San Giovanni di Sinis in due aree distinte».
L’ordinanza descrive nel dettaglio le zone interdette e i comportamenti da evitare: «La prima riguarda il versante ovest di Tharros, prospiciente la strada di accesso, dove insistono tre scalinate di collegamento alla spiaggia. Qui è stato accertato il distacco e il crollo di voluminose porzioni di duna consolidata alla base della falesia, aggredita dalle mareggiate, che oggi presenta un fronte verticale strapiombante di diversi metri. Si è inoltre verificato il cedimento delle rampe finali della scalinata centrale, direttamente esposte al frangimento delle onde. Particolarmente preoccupante è poi la comparsa di una linea di fessurazione a mezza costa, estesa per circa 100 metri, indicativa di un possibile movimento di distacco dell’ammasso sabbioso».
Anche San Giovanni è a rischio crollo: «La seconda area interessata è quella della spiaggia settentrionale, il cosiddetto “spiaggione”, poco sopra la necropoli fenicio-punica - spiega il sindaco nell'ordinanza -. Già il 30 gennaio era stato registrato il distacco localizzato della parete della falesia che fungeva da base di appoggio per un tratto della discesa a mare in legno, poi crollata e dichiarata inagibile. In quella stessa data l’accesso era stato interdetto con transenne, nastro segnaletico e cartelli di divieto». Alla luce di questo quadro di pericolosità, e considerato «il rischio elevato per la pubblica incolumità», il sindaco ha emesso l'ordinanza, con la quale ha anche contestualmente ordinato «la realizzazione urgente delle necessarie verifiche tecniche sulle aree interessate dalle disposizioni e l'immediata realizzazione delle lavorazioni di urgente messa in sicurezza».
Solo i professionisti e le ditte incaricate dal Comune per effettuare studi e lavori urgenti, nonché il personale della pubblica amministrazione per esigenze di servizio e tutela del patrimonio, nel rispetto delle prescrizioni di sicurezza, potranno aver accesso alle aree interdette. La violazione dell’ordinanza, che è stata trasmessa al Prefetto di Oristano e agli enti competenti, comporterà, in base a quanto dispone l'articolo 650 del Codice penale, «l'arresto fino a tre mesi o l'ammenda fino a 206 euro, se il fatto non costituisce un più grave reato».
