Migliaia di ettari in fumo, animali morti, stalle e mezzi distrutti. Ma dal 2021 i ristori non sono mai arrivati
Cuglieri, Coldiretti Oristano all’attacco: «Ci sono 40 milioni di danni senza copertura»
Cuglieri A 55 mesi dagli incendi che nell’estate 2021 devastarono il Montiferru e la Planargia, Coldiretti Oristano riaccende i riflettori su una ferita ancora aperta. Sono passati 1.680 giorni da quel luglio che segnò uno dei roghi più violenti nella storia recente dell’Oristanese: migliaia di ettari in fumo, animali morti, stalle e mezzi distrutti, produzioni mai ripartite. E, secondo l’associazione, gran parte dei ristori promessi non è mai arrivata. Nel corso dell’incontro con la stampa di questa mattina sabato 28 febbraio, il presidente Paolo Corrias e il direttore provinciale Emanuele Spanò, insieme ai rappresentanti delle aziende colpite, hanno parlato di oltre 40 milioni di euro di danni rimasti senza copertura. Più di 500 imprese hanno presentato domanda: solo il 10 per cento è stato finanziato, mentre il restante 90 per cento è rimasto escluso. Una situazione che, sottolineano da Coldiretti, rischia di compromettere definitivamente la tenuta economica e sociale di un territorio già fragile.
L’organizzazione chiede lo scorrimento della graduatoria della misura 5.2 del PSR, per la quale le domande sono state presentate nel 2024, oppure l’attivazione di strumenti alternativi dedicati alle aziende escluse. «È necessario reperire nuove risorse per consentire il ripristino del potenziale produttivo agricolo e zootecnico», ribadiscono. «Il prezzo pagato non è stato solo economico, ma anche territoriale e sociale – afferma Corrias –. In questi anni alcune aziende hanno chiuso, altre non hanno potuto accedere ai bandi per mancanza dei requisiti economici. La misura avrebbe dovuto garantire la permanenza delle imprese sul territorio, ma così non è stato. Oltre al danno, la beffa».
Sulla stessa linea Spanò: molte aziende, per sopravvivere, hanno utilizzato risorse proprie e oggi non hanno la capacità finanziaria per cogliere nuove opportunità di investimento previste dagli strumenti attivi. «Troppe promesse dopo il terribile incendio – conclude – ma le imprese agricole del Montiferru non possono più aspettare: servono risposte concrete e immediate». (p.maro.)
