Costa devastata dalle mareggiate: estate a rischio – Ecco dove
Fatta la conta dei danni del Ciclone Harry. Ora si cercano le risorse per finire i lavori entro l’imminente stagione turistica
Cabras Un litorale ferito, accessi distrutti e una corsa contro il tempo per provare a porre rimedio all’emergenza prima dell’estate. A Cabras, dopo il maltempo e le violente mareggiate invernali, a poche settimane dall’avvio della stagione balneare, la situazione di San Giovanni di Sinis e Mari Ermi resta molto delicata e impone interventi urgenti per garantire sicurezza e accessibilità. A lanciare l’allarme è il sindaco Andrea Abis, che descrive uno scenario pesante: «Ci stiamo preparando all’estate come ogni anno, solo che stavolta abbiamo una situazione di partenza che ci preoccupa. Ci sono tre spiagge importanti che sono state profondamente segnate dall’impatto del ciclone Harry e di altre ondate di maltempo. Questo purtroppo le rende al momento inaccessibili». Tra le aree più colpite c’è una parte di Mari Ermi, uno dei tratti più frequentati del litorale: «È stato fortemente danneggiato il ponte di accesso della passerella centrale, una zona che è al primo o secondo posto nel litorale per numero di presenze, e andrà ricostruito».
Le spiagge La situazione è ancora più delicata nel cosiddetto spiaggione di San Giovanni di Sinis: «In questo caso è crollata la scalinata per diversi metri, quindi l’area è non solo inaccessibile ma anche molto pericolosa. Non si può assolutamente percorrere né si può pensare che i bagnanti si arrampichino e facciano acrobazie pericolosissime per raggiungere la spiaggia visto che c’è una falesia di cinque metri. Anche quella scalinata va ricostruita». A complicare ulteriormente il quadro è la presenza di una frana che interessa il promontorio di Tharros e la relativa spiaggia: «La frana, oltre a essere pericolosa in termini generali, ha anche una specificità, dato che ha danneggiato la scalinata centrale di discesa in spiaggia. Quindi alla necessità di verificare la situazione dal punto di vista geologico e scientifico, si aggiunge quella di ripristinare la piena fruizione di quel tratto di litorale, che oggi è impedita».
Soluzioni Di fronte a danni così estesi, il Comune ha già attivato le richieste di supporto. «Per fronteggiare questa situazione di emergenza, che ha compromesso il lavoro di anni, ho chiesto soccorso alla Regione, effettuando richiesta di finanziamento. Ho spedito le schede alla Protezione civile, mi auguro che possano essere accolte, dato che parliamo di danni per centinaia di migliaia di euro, cui il Comune non ha le risorse per far fronte con il proprio bilancio. Peraltro le richieste di finanziamento riguardano accessi esclusivi, passaggi unici per raggiungere spiagge frequentate da migliaia di utenti», chiarisce il primo cittadino che è in grado di essere assai preciso sugli importi: «Abbiamo fatto una valutazione tecnica molto rapida e precisa. Per ripristinare le condizioni di sicurezza e di piena accessibilità delle tre spiagge abbiamo stimato che servano circa 365mila euro. Questa è la cifra che abbiamo richiesto alla Regione».
Scadenze Il tempo sarà un fattore decisivo perché la procedura prevede prima l’accoglimento delle schede e quindi l’erogazione immediata dei fondi perché poi i lavori vanno progettati e realizzati: «Se, ad esempio, arrivassero a luglio, avremo problemi molto grandi per questa stagione. Senza queste opere verrà meno totalmente la fruizione delle tre spiagge. È passato già un mese dalla richiesta, maggio è alle porte, la stagione è già partita ed è necessario contare sulla solerzia e sull’efficacia del supporto della Regione e della Protezione Civile».
Sicurezza idrogeologica Parallelamente il Comune sta lavorando anche sul fronte della sicurezza geologica: «Vorremmo studiare e monitorare la frana con sistemi specialistici – dice Abis –. Si tratta di un’area vasta e di studi estremamente complessi. C’è bisogno di consulenze di livello molto elevato che hanno un costo importante, di sondaggi, campionamenti e misurazioni. Perciò ho chiesto anche per questo supporto all’assessorato regionale ai Lavori pubblici. Le aree sono ad alto rischio e mi aspetto anche in questo caso una risposta positiva per poter partire con gli studi, le collaborazioni e le consulenze». Serviranno competenze e risorse elevate. I monitoraggi e gli studi avranno due obiettivi. Il primo è dare una fotografia, una lettura del livello di sicurezza attuale della zona, in modo da riaprire la spiaggia almeno parzialmente in estate. Il secondo è mettere in piedi una progettazione per la stabilizzazione della frana. Il quadro lascia poco spazio all’ottimismo: il litorale di Cabras attende risposte rapide per non compromettere l’estate ormai alle porte. «Mi auguro che i fondi arrivino, altrimenti avremo problemi molto grandi – ammette il sindaco –. È un anno difficile, ma, una volta ricevuti i fondi, cercheremo di fare i miracoli e poter garantire la fruibilità». © RIPRODUZIONE RISERVATA
