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Oristano

Servizi sanitari

Case e ospedali di comunità, la Asl accelera con i Comuni – Il piano

di Caterina Cossu
Case e ospedali di comunità, la Asl accelera con i Comuni – Il piano

Il supporto delle amministrazioni locali sarà strategico per il passaggio alla nuova concezione di sanità locale

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Oristano Una sanità più vicina ai cittadini, con medici presenti anche di notte, infermieri dedicati ai pazienti cronici e strutture pensate per alleggerire ospedali e ambulatori. È la “rivoluzione territoriale” che la Asl 5 prova a mettere in moto con l’avvio delle Case e degli Ospedali di Comunità finanziati dal Pnrr, presentata ai sindaci della provincia dalla direttrice generale, Grazia Cattina. Nei giorni scorsi la manager ha incontrato i sindaci dei distretti di Oristano e Ghilarza-Bosa per fare il punto sullo stato di avanzamento di un progetto che, nelle intenzioni dell’azienda, dovrà cambiare il modo di accedere alle cure sul territorio.

Sette strutture Questo il numero delle Case della Comunità che stanno entrando progressivamente nella fase operativa: due hub principali a Oristano e Ghilarza e cinque strutture spoke a Bosa, Laconi, Santu Lussurgiu, Samugheo e Tramatza. L’avvio sarà graduale perché molti edifici sono ancora interessati dai lavori di completamento. «Anche l’attivazione dei servizi sarà progressiva» ha chiarito Cattina. Le nuove strutture dovranno ospitare équipe multidisciplinari composte da medici di medicina generale, Ascot, guardia medica, specialisti ambulatoriali, infermieri di comunità, assistenti sociali, ostetriche e personale amministrativo. Già nelle prossime settimane dovrebbero essere garantiti alcuni servizi essenziali come Cup, Punto unico di accesso, assistenza domiciliare integrata, punti prelievo e ambulatori infermieristici. Proprio questi ultimi vengono considerati una delle novità più importanti: gli infermieri di comunità avranno infatti anche il ruolo di “case manager”, seguendo i pazienti cronici nel loro percorso di cura.

I primi presidi Il primo fronte su cui si sta lavorando è quello del diabete complicato, che nella provincia riguarda oltre 1.500 pazienti, a cui si aggiungono più di 4.500 diabetici con situazioni considerate problematiche. Successivamente il sistema verrà esteso anche ai pazienti cardiopatici e a quelli affetti da broncopneumopatie croniche. Parallelamente partiranno anche i servizi di telemedicina. Fra gli obiettivi dichiarati c’è anche quello di ridurre le code negli ambulatori dei medici di famiglia e negli Ascot. Secondo la Asl, la presa in carico dei pazienti cronici e la gestione condivisa delle pratiche dovrebbero alleggerire l’attività prescrittiva e abbattere parte delle attese che oggi gravano sui cittadini.

H24 Il nuovo sistema prevede inoltre una presenza medica continua nelle Case di Comunità hub, operative 24 ore su 24, e una copertura di 12 ore nelle strutture spoke. «La transizione dal vecchio al nuovo sistema è complessa» ha ammesso la stessa direttrice generale. Restano ancora nodi aperti, a partire dalla vertenza nazionale dei medici di medicina generale. Per questo la Asl chiede anche ai sindaci di segnalare tempestivamente eventuali criticità nella fase di avvio.

Ospedali di Comunità Accanto alle Case della Comunità crescerà anche il ruolo di questo tipo di presidi, strutture intermedie destinate ai pazienti dimessi dagli ospedali ma non ancora pronti per rientrare a casa. A quello già attivo di Ghilarza si aggiungerà la struttura di Bosa ed entrambe arriveranno a 30 posti letto. La Asl guarda già anche oltre il Pnrr: l’obiettivo annunciato è aprire ulteriori Case della Comunità ad Ales e Terralba attraverso altri finanziamenti e creare una rete unica fra servizi sanitari e socio-sanitari del territorio. Sul fronte Ascot, intanto, arrivano rassicurazioni ai sindaci: «Al momento non sono previste riduzioni». La direzione aziendale sta inoltre preparando nuovi bandi per reclutare altri medici in pensione e professionisti provenienti da altre province.

Le reazioni Positivo il riscontro arrivato dai primi cittadini presenti agli incontri, che hanno sottolineato la necessità di informare i cittadini e apprezzato le potenzialità del nuovo modello per decongestionare l’attività di ospedali e ambulatori. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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