Parcheggi a pagamento, depositato un esposto all’Anticorruzione: un retroscena smantellerebbe la versione ufficiale
Il gruppo consiliare Oristano al Centro ha inviato gli atti all’Anac per una valutazione
Oristano La tormentata vicenda dell’appalto dei parcheggi a pagamento (leggi qui) compie un salto di qualità e imbocca la via dell’Autorità nazionale anticorruzione. Il gruppo consiliare di opposizione Oristano al Centro, composto dai consiglieri Giuliano Uras e Roberto Pisanu, ha depositato un’interpellanza urgente che annuncia la trasmissione formale di tutti gli atti all’Anac. Una mossa che rischia di creare problemi di non poco conto alla giunta guidata da Massimiliano Sanna, già indebolita dalle forti tensioni interne alla propria maggioranza. Il documento firmato svela un retroscena che smantellerebbe la narrazione ufficiale dei tempi tecnici sbandierata dall’amministrazione.
La ricostruzione fatta dai consiglieri di Oristano al centro chiarisce che l’esistenza di un piano dettagliato per evitare il caos degli ultimi giorni esisteva già: l’11 novembre 2025 gli uffici comunali avevano predisposto una bozza di deliberazione di giunta estremamente articolata. Non un semplice atto d’indirizzo, ma un capitolato che definiva la nuova gara per le annualità dal 2026 al 2030, completo di tariffe, clausole sociali per il personale e investimenti tecnologici di ultima generazione. Da quel momento alla scadenza del contratto avvenuta il 1° maggio 2026 intercorrevano quasi sei mesi: un tempo ampiamente sufficiente per bandire la gara pubblica. Invece, la pratica è stata congelata, imboccando la strada della doppia proroga tecnica: prima fino al 30 ottobre 2026 e ora fino a data incerta essendo finita repentinamente nel cassetto il provvedimento esistente e mai pubblicato sull’Albo pretorio che stabiliva un prolungamento fino al 30 aprile 2027. Un intero anno di sosta straordinaria affidata all’attuale concessionario, l’associazione temporanea di imprese tra Stop e Easy Help, che, secondo i consiglieri, solleva pesanti interrogativi alla luce delle norme del Codice dei contratti pubblici.
L’interpellanza della minoranza mette nel mirino proprio questo cortocircuito. La proroga tecnica, ricordano Uras e Pisanu richiamando il il decreto legislativo del 2023, è un istituto eccezionale, ammesso solo per ritardi oggettivi, imprevedibili e non imputabili all’ente. Ma i ritardi di Oristano appaiono dettati esclusivamente da veti politici interni alla maggioranza più che a questioni procedurali. Le ammissioni dell’assessore alla Viabilità, che a luglio confermava come le delibere fossero pronte ma bloccate dal confronto politico nel centrodestra, rappresentano per Oristano al centro la prova di una precisa colpa amministrativa: «Non vi accusiamo noi di aver violato la legge – incalzano Uras e Pisanu – vi chiediamo di dimostrare perché ritenete che la legge consenta ciò che avete fatto».
Lo scenario si fa pesantissimo per il sindaco Sanna. Mentre i due consiglieri ci vanno giù duro sul piano della trasparenza e del potenziale danno erariale per le mancate innovazioni, la sua maggioranza si sfilaccia: l’area di Sardegna al Centro 20Venti ha infatti già disertato il Consiglio di martedì proprio per protesta contro la gestione dei parcheggi. La partita ora si sposterà a Roma, davanti ai magistrati dell’Anticorruzione che potrebbe anche puntare il mirino sul perché l’azienda e i dipendenti fossero a conoscenza della proroga, tanto che ne erano stati informati persino i sindacati, ma il documento è rimasto fermo in qualche computer e all’Albo pretorio non ci sia stata mai traccia di ciò.
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