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Oristano

Il caso

Sport all’aperto: le aree fitness in città non convincono

di Paolo Camedda
Sport all’aperto: le aree fitness in città non convincono

A Oristano pochi sportivi le usano, nessuna gestione integrata ai parchi dove si trovano. Va meglio nei paesi

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Oristano Dove sono nuove, restano quasi deserte. Dove sono vecchie, finiscono per essere abbandonate al degrado. Le palestre all’aperto faticano a trovare una loro funzione in città, nonostante gli investimenti pubblici destinati a realizzarle. Da Torangius a viale Repubblica, fino a Torregrande, il quadro è quello di strutture che non sembrano aver conquistato i cittadini. A Torangius le attrezzature, comprese nell’investimento complessivo di quasi un milione di euro per il parco Pino Spiga, sono già disponibili, ma a utilizzarle sono ancora in pochi. Nella borgata marina, invece, una delle prime palestre è segnata dal deterioramento. Gli spazi pensati per promuovere lo sport gratuito rischiano così di restare sottoutilizzati. L’area fitness del Centro sportivo Spiga è già accessibile, ma trovarne l’ingresso è il problema. Il cancello grande è sempre chiuso e, in assenza di cartelli, l’accesso può passare inosservato: per entrare basta spingere il cancelletto più piccolo, che può essere accostato quando non ci sono gli operai. Il parco si estende per sei ettari e mezzo, di cui uno destinato agli impianti sportivi. La gestione provvisoria è stata affidata fino al 31 dicembre all’Asd Kadossene, società di futsal che organizza attività ed eventi sportivi e sociali e utilizza i campi di calcio a cinque, basket, beach tennis, beach volley e padel. L’area fitness, precisa il club, è invece parte del parco pubblico e resta aperta 24 ore su 24. L’invito è a frequentarla per contribuire a rendere lo spazio più sicuro. È di recente realizzazione anche il nuovo allestimento dell’area fitness dei giardini di viale Repubblica, costato complessivamente 140mila euro e accessibile sempre in ogni momento della giornata, senza una gestione. Strutture analoghe sono presenti anche nei centri vicini.

A Cabras ci sono quella sul lungostagno, in via Gallura, finanziata dal Pnrr per lo sport e l’inclusione, e quella nella zona artigianale Pip, installata con il progetto di riqualificazione della zona produttiva, finanziato con un milione di euro dalla Regione e 200 mila euro dal Comune. Altre aree attrezzate si trovano a Santa Giusta, nel parco di via Toscanini; ad Arborea, vicino a piazza Giovanni Paolo II; a Nurachi, nel Parco Pala Bidda, in fondo a via Enzo Ferrari; a Zeddiani, nel parco comunale tra via Trento e via Eleonora d’Arborea e a Solarussa, nel parco di viale Berlinguer, vicino al campo sportivo.

A Torangius poi resta aperta anche la questione della gestione del parco sportivo. Il primo bando, pubblicato a febbraio, è andato deserto. Nessuna offerta è arrivata neppure alla seconda procedura, con concessione decennale, nonostante la proroga al 30 aprile. Nel frattempo sono emersi problemi all’impianto elettrico, con alcuni cavi danneggiati dai topi. Gli interventi di messa in sicurezza e ripristino, costati 12mila euro, si sono conclusi a settembre, consentendo l’affidamento provvisorio alla società Kadossene. Anche la palestra al coperto, nonostante i lavori in corso negli spogliatoi e nei bagni, è utilizzata su richiesta da cinque società sportive. Il cantiere supererà la scadenza iniziale del 30 novembre. «Il nuovo bando sarà pubblicato a inizio anno, una volta terminati gli interventi», annuncia l’assessore allo Sport e all’Impiantistica sportiva Antonio Franceschi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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