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Ambiente e pesca

Ripopolare gli stagni per salvare la bottarga: nuovi muggini arrivano in laguna – Il progetto

di Caterina Cossu
Ripopolare gli stagni per salvare la bottarga: nuovi muggini arrivano in laguna – Il progetto

Lo studio portato avanti dal centro internazionale di ricerca IMC di Torregrande

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Cabras Si possono ripopolare gli stagni sardi allevando i muggini in cattività e trasferendoli poi nelle lagune? È la domanda alla base della sperimentazione avviata dall’IMC, il Centro marino internazionale di Torregrande, nella peschiera Mar’e Pontis, a Cabras. Questa mattina martedì 13 ottobre il primo rilascio dimostrativo di circa 1.200 esemplari ha permesso a ricercatori, pescatori e operatori del settore di assistere direttamente a una fase del lavoro sviluppato dal centro in dieci anni di ricerca. L’iniziativa anticipa l’appuntamento del 21 ottobre, quando l’IMC presenterà i risultati degli studi sul ripopolamento degli ambienti lagunari attraverso avannotti allevati in cattività, insieme ad altre ricerche dedicate al muggine.

Il progetto dell’IMC coinvolge il responsabile scientifico Stefano Carboni, i ricercatori Danilo Concu e Dario Vallainc e il Consorzio Peschiera Pontis, con la collaborazione di altri operatori del settore. La sfida è trasformare dieci anni di studi in uno strumento concreto per il futuro delle lagune sarde e della produzione di muggini destinati alla bottarga. L’obiettivo è individuare nuove possibilità per sostenere le popolazioni ittiche degli stagni, messe sotto pressione dai cambiamenti climatici e dalla domanda del mercato, e contribuire alla continuità di una filiera fondamentale per il territorio, quella della bottarga. La sperimentazione prevede una prima immissione complessiva compresa tra 50mila e 100mila esemplari.

Le operazioni di questa mattina, supervisionate dal Corpo forestale, sono durate circa tre ore. I pesci sono stati gradualmente abituati alle condizioni dello stagno per ridurre lo stress del trasferimento. Alla dimostrazione ha partecipato Giuseppe Santucciu, comandante della stazione forestale di Oristano. «È un progetto ampio, che va certamente esteso a tutti gli altri stagni della Sardegna», ha osservato, sottolineando la necessità di investire nella ricerca e nell’acquacoltura estensiva.

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