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Dai call center fantasma all’IA e i falsi QRcode, le nuove trappole che svuotano i conti dei cittadini – tutte le truffe

di Michela Meloni
Dai call center fantasma all’IA e i falsi QRcode, le nuove trappole che svuotano i conti dei cittadini – tutte le truffe

L’Unione nazionale Consumatori lancia l’allarme: casi in vertiginoso aumento

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Call center insistenti, investimenti miracolosi, codici QR code truccati e squilli fantasma: sono queste le truffe che nelle ultime settimane stanno segnalando agli sportelli dell’Unione nazionale Consumatori, con un aumento di segnalazioni da parte di cittadini che si accorgono troppo tardi di esser stati raggirati o messi sottopressione.

In testa restano i call center. Cambi di gestore per luce e gas proposti con toni pressanti, operatori che si spacciano per il fornitore abituale o per enti affidabili, fino ai casi più insidiosi in cui viene imitata la voce di un familiare grazie all’intelligenza artificiale. Basta una risposta frettolosa o la comunicazione di un dato sensibile per ritrovarsi con un contratto mai richiesto.

La raccomandazione, secondo l’Unione Nazionale Consumatori, è di non fornire mai dati personali o bancari al telefono. Non comunicare codici come POD, Point of delivery (punto di consegna) e PDR, Point of Delivery Reference (riferimento del punto di consegna) e non accettare offerte commerciali senza averle prima verificate autonomamente.

Sempre più diffusa è poi la cosiddetta truffa “Truman Show”, così ribattezzata perché costruisce attorno alla vittima una realtà fittizia ma convincente. Tutto parte da un messaggio su whatsapp o da una pubblicità sui social che promette guadagni facili. L’utente viene inserito in gruppi Telegram o whatsapp che sembrano popolati da investitori entusiasti, ma che in realtà sono gestiti da chatbot. A quel punto viene proposta un’app, talvolta disponibile anche su Google Play o App Store, dove compaiono profitti solo virtuali. Quando si effettua il bonifico, spesso verso conti correnti intestati a persone ignare, il denaro viene rapidamente trasferito e reso irrintracciabile. L’invito, da parte dell’Unione Nazionale Consumatori, è di diffidare dai rendimenti elevati e immediati e verificare sul sito della Consob che l’intermediario sia autorizzato prima di investire anche un solo euro.

Non meno insidiosi i QR code alterati. Adesivi contraffatti vengono applicati su parchimetri, menù o locandine per dirottare i pagamenti verso conti dei truffatori e carpire dati finanziari. Un gesto quotidiano, come inquadrare un codice con lo smartphone, può così trasformarsi in una trappola. Gli esperti consigliano di controllare sempre che il QR non sia stato sovrapposto o manomesso e di verificare con attenzione l’indirizzo web prima di inserire informazioni personali.

Infine, le “ping call”, lo squillo che si interrompe dopo pochi secondi e invita a richiamare numeri esteri o a tariffazione speciale. Richiamando, si finisce su linee a pagamento con costi elevati al minuto o su messaggi preregistrati che trattengono l’utente il più a lungo possibile. Oltre al danno economico, resta la sensazione di essere stati ingannati con un meccanismo tanto semplice quanto efficace. In caso di raggiro, il consiglio, da parte dell’Unione Nazionale Consumatori, è di segnalare l’accaduto alla Polizia Postale e delle Comunicazioni e di bloccare i numeri sospetti.

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