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Inail

Cade durante lo smart working: il giudice riconosce l’infortunio sul lavoro – La sentenza

Cade durante lo smart working: il giudice riconosce l’infortunio sul lavoro – La sentenza

Padova, la donna era inciampata a casa durante una riunione da remoto

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PADOVA Il Tribunale di Padova ha riconosciuto come infortunio sul lavoro la caduta di una dipendente dell’Università di Padova avvenuta mentre era in smart working, condannando di fatto l’Inail a rimborsare le spese sostenute e a corrispondere l’indennizzo per l’inabilità. La sentenza, depositata l’8 maggio 2025, arriva a quasi quattro anni dai fatti e chiude una vicenda iniziata nell’aprile 2022, in pieno periodo di lavoro da remoto legato all’emergenza Covid.

La dipendente dell’area amministrativa, mentre partecipava a una riunione al computer dalla propria abitazione, si era alzata per raccogliere alcuni fogli caduti a terra. In quell’occasione aveva messo male il piede, inciampando e procurandosi una doppia frattura alla caviglia destra.

Trasportata in ospedale in ambulanza, era stata sottoposta a intervento chirurgico e ricovero. Il referto medico aveva stabilito 137 giorni di inabilità al lavoro. In un primo momento l’Inail aveva riconosciuto l’infortunio come indennizzabile, salvo poi riclassificarlo come “infortunio domestico”, escludendo così la natura di infortunio sul lavoro e negando la copertura delle spese mediche e il risarcimento del danno postumo.

La lavoratrice era quindi ricorsa alle tutele dell’Inps, sostenendo direttamente i costi delle prestazioni sanitarie. Anche il ricorso interno all’Inail non aveva modificato la decisione. A intervenire è stato il sindacato FGU Gilda Unams dell’ateneo, che ha messo a disposizione i propri legali presentando ricorso alla sezione Lavoro del Tribunale di Padova.

Solo dopo l’avvio del procedimento l’Inail ha sottoposto la donna a visita collegiale, senza però riconoscere il rimborso delle spese mediche e legali. Il giudice ha dichiarato cessata la materia del contendere sulla natura dell’infortunio e sulle entità postume, accogliendo le richieste della lavoratrice. Alla dipendente sono stati riconosciuti 1.300 euro di rimborso spese, oltre all’indennizzo mensile per l’inabilità conseguente alla doppia frattura.

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