La Nuova Sardegna

Le indagini

Stalking di gruppo contro la collega di Cagliari, Roberta Bruzzone verso il rinvio a giudizio – Ecco chi è la presunta vittima

Stalking di gruppo contro la collega di Cagliari, Roberta Bruzzone verso il rinvio a giudizio – Ecco chi è la presunta vittima

L’inchiesta riguarda gli attacchi contro la psicologa forense e giudice del tribunale per i minorenni del capoluogo sardo, e contro la figlia minorenne

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Cagliari Roberta Bruzzone è tra gli indagati nell’inchiesta per stalking di gruppo aperta dalla Procura del capoluogo sardo ai danni di Elisabetta Sionis, psicologa forense e giudice del tribunale per i minorenni di Cagliari, e della figlia minorenne. L’avviso di conclusione delle indagini, firmato dal pubblico ministero Gilberto Ganassi, ipotizza una campagna persecutoria andata avanti per almeno tre anni, tra allusioni sessuali, frasi dal contenuto minaccioso e vessatorio, fotomontaggi e attacchi ripetuti sui social.

Come riporta il quotidiano La Repubblica, insieme alla criminologa risultano indagati Monica Demma, Giovanni Langella e Marzia Mosca, nota sul web come “Santanico”. Gli atti sono stati trasmessi a Roma per competenza con un hard disk contenente le trascrizioni delle chat tra gli indagati: secondo gli inquirenti, quelle conversazioni documenterebbero gli accordi che precedevano i contenuti diffusi su gruppi Facebook e su canali YouTube e Twitch dedicati al crime.

Lo scontro nato anni fa

La vicenda affonderebbe le radici nel 2017, durante il processo per la morte di Manuel Piredda e per le ustioni che sfigurarono la moglie Valentina Pitzalis. Da lì sarebbe nato uno scontro inizialmente professionale e poi diventato personale, sfociato nel tempo in querele e controquerele.

Qui l’intervista con Valentina Pitzalis pubblicata sulla Nuova nel 2021

Nel fascicolo viene ricordato anche un precedente già arrivato in aula: il 28 ottobre scorso Lucio Lipari, indicato come presunto collaboratore della criminologa savonese, è stato condannato in primo grado a due anni con l’accusa di aver perseguitato Sionis. Nello stesso contesto viene richiamato anche l’episodio delle ustioni provocate alla gatta della professionista da ignoti. L’ultima querela presentata da Bruzzone contro Sionis, invece, è stata archiviata il 23 giugno scorso.

Le chat finite agli atti

Agli attacchi pubblici si affiancherebbero, secondo l’accusa, anche numerosi messaggi scambiati in gruppi WhatsApp dai nomi “L’armata delle tenebre”, “Gli irriducibili”, “Barcone on the road” e “I mitici”. Nei dialoghi riportati nel fascicolo compaiono espressioni particolarmente aggressive e offensive contro la professionista cagliaritana.

Tra i passaggi citati c’è un messaggio del 26 agosto 2023 attribuito a Giovanni Langella, nel quale Sionis viene definita “la sciagura peggiore” che potesse capitare al gruppo. Nelle stesse conversazioni sono riportati anche commenti attribuiti a Bruzzone, con insulti e auguri di malattia rivolti alla collega.

L’esortazione ritenuta decisiva

Uno degli elementi considerati centrali dagli inquirenti è un messaggio del 17 settembre 2022 inviato nel gruppo “Fbi”. In quel testo, attribuito a Bruzzone, si legge che “bisogna attaccarla”, cercando di dimostrare che Sionis fosse una bugiarda e che agisse su Facebook attraverso profili falsi per molestare i componenti del gruppo.

Secondo la Procura, quella indicazione sarebbe stata seguita nel tempo da ulteriori iniziative. Tra queste viene citato anche un messaggio del 22 febbraio 2024, poco prima di una diretta su Twitch, in cui Giovanni Langella annunciava in chat l’intenzione di “massacrare” Sionis in diretta.

Gli altri nomi citati nell’inchiesta

Negli atti compare anche il nome del neurologo veronese Mirko Avesani, a sua volta coinvolto in una spirale di denunce reciproche con Bruzzone. In una delle chat riportate nel fascicolo, Monica Demma avrebbe scritto a Marzia Mosca: “Trolliamo un po’ Avesani?”. Per il pubblico ministero, questa frase potrebbe far pensare all’uso di profili fake per interagire con altri utenti social.

Nel fascicolo viene infine richiamato anche un post pubblicato da Bruzzone su Facebook il 17 giugno scorso, alla vigilia dell’archiviazione della sua ultima querela contro Sionis. In quel messaggio, secondo quanto riportato negli atti, la criminologa si diceva convinta che questa volta la professionista cagliaritana avrebbe avuto guai giudiziari, sostenendo che il pm Ganassi non fosse più dalla sua parte.

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