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Economia
L’operazione

Poste italiane punta su Tim con un’Opas totalitaria da 10,8 miliardi di euro

Poste italiane punta su Tim con un’Opas totalitaria da 10,8 miliardi di euro

Offerta mista tra contanti e nuove azioni. L’obiettivo è acquisire l’intero capitale dell’operatore telefonico e portare il gruppo all’uscita da Piazza Affari

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Roma Poste Italiane ha annunciato il lancio di un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria su Telecom Italia per un valore complessivo massimo di circa 10,8 miliardi di euro. L’obiettivo dichiarato è rilevare l’intero capitale della società e arrivare alla revoca del titolo Tim dalla quotazione in Borsa.

L’obiettivo dell’operazione

Secondo quanto comunicato dal gruppo, l’offerta è stata progettata per favorire un’integrazione più efficace tra le attività delle due società e per sostenere gli obiettivi industriali e strategici dell’operazione. In questa prospettiva, Poste ritiene che il delisting possa agevolare il percorso di integrazione, la creazione di sinergie e la crescita tra i due gruppi. La società precisa inoltre che, nel caso in cui si realizzino le condizioni previste, non intende ricostituire un flottante sufficiente a garantire il regolare andamento delle negoziazioni del titolo Tim. Allo stesso tempo, Poste chiarisce di non prevedere una fusione con Tim, con l’intenzione di preservarne l’operatività nei rispettivi settori di riferimento.

Come funziona il corrispettivo

Per ogni azione Tim consegnata in adesione all’offerta, Poste riconoscerà un corrispettivo composto da due parti: una quota in denaro pari a 0,167 euro e una quota in titoli pari a 0,0218 azioni ordinarie di nuova emissione di Poste. In termini pratici, per ogni 5mila azioni Tim portate in adesione saranno assegnate 109 nuove azioni ordinarie Poste e 835 euro in contanti. Sulla base del prezzo ufficiale delle azioni Poste rilevato alla chiusura del 20 marzo 2026, pari a 21,4621 euro, il valore implicito riconosciuto per ciascuna azione Tim è pari a 0,635 euro. Si tratta di un premio del 9,01 per cento rispetto al prezzo ufficiale di Tim dello stesso giorno, pari a 0,5832 euro.

Il dividendo e il valore complessivo

Poste ricorda inoltre di aver annunciato il 26 febbraio 2026 che sarà sottoposta ai soci la distribuzione di un saldo dividendo per l’esercizio 2025 pari a 0,85 euro per azione. Il corrispettivo dell’offerta è quindi da intendersi al netto di questo saldo dividendo, nell’ipotesi che l’assemblea approvi la distribuzione prima della data di pagamento. Se approvato, lo stacco della cedola avverrà il 22 giugno 2026, con pagamento il 24 giugno. In caso di adesione integrale di tutte le azioni oggetto dell’offerta, agli azionisti Tim saranno assegnate al massimo 371.986.879 nuove azioni ordinarie Poste, che alla data del pagamento rappresenterebbero il 22,17 per cento del capitale sociale di Poste. La componente in contanti arriverebbe invece a 2,849 miliardi di euro.

Sulla base del prezzo ufficiale delle azioni Poste rilevato alla chiusura del 20 marzo 2026, pari a 21,4628 euro, il controvalore massimo complessivo dell’offerta è stimato in circa 10,833 miliardi di euro, somma della componente in azioni, pari a 7,983 miliardi, e della componente in denaro, pari a 2,849 miliardi.

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