I sardi sono sempre meno e più vecchi: persi 7mila residenti in un anno e sale l’età media – Tutti i numeri
La Sardegna tra le regioni con il peggiore calo demografico. Il tasso di fecondità scende ancora: 0,85 figli per donna
Sassari La Sardegna ha perso quasi 7000 residenti in un solo anno. I dati Istat pubblicati oggi 31 marzo 2026 certificano il progressivo calo demografico dell’isola che continua ad avere indicatori tra i più negativi in Italia.
I numeri in Sardegna
I residenti al 1° gennaio sono 1 milione e 554 mila contro 1 milione e 561 mila dello scorso anno. La diminuzione di popolazione in Sardegna è stata del 5,1 per mille, peggio hanno fatto solo il Molise e la Basilicata. Il cuore del problema resta la natalità.
Nel 2025 sono nati circa 6400 bambini, in calo dell’8,8% rispetto all’anno precedente. Ancora più eloquente il dato sulla fecondità: 0,85 figli per donna, in calo rispetto allo 0,91 dello scorso anno e ben al di sotto della media nazionale italiana che è dell’1,14. Questo squilibrio si riflette subito nel saldo naturale. Nel 2025, in Sardegna, i decessi sono stati circa 18,8 mila, i nati come detto 6,4 mila: il saldo naturale è quindi negativo per circa 12,4 mila residenti.
Le migrazioni
Aiutano, ma non abbastanza. Nelle tavole regionali la Sardegna ha un tasso migratorio totale di +2,9 per mille: quindi i movimenti migratori compensano una parte della perdita naturale, ma non la annullano. L’Italia invece ha un tasso migratorio con l’estero di +5,0 per mille e nel complesso regge e non mostra un calo demografico significativo proprio grazie a questo apporto. Il punto è che l’isola beneficia molto meno della spinta migratoria rispetto alla media nazionale. Anche la presenza straniera lo conferma: in Sardegna i residenti stranieri sono circa 57,8 mila, cioè appena il 3,7% della popolazione; in Italia l’incidenza è del 9,4%.
L’età media
Per quanto riguarda invece l’età media, quella dei sardi è tra le più elevate in Italia: 49,6 anni contro 47 anni nel resto della penisola. La Sardegna ha il 28,1% di residenti nella fascia di età oltre i 65 anni, contro il 25,1% della media del Paese. I giovani fino ai 14 anni sono solo il 9,4% della popolazione regionale. Sulla sopravvivenza il quadro è meno critico, ma non basta a riequilibrare tutto il resto. In Sardegna la speranza di vita alla nascita nel 2025 è di 80,6 anni per gli uomini e 85,7 per le donne. La media italiana è 81,7 per gli uomini e 85,7 per le donne. Quindi le donne sarde sono in linea con la media nazionale, mentre gli uomini restano sotto di oltre un anno. Il nodo vero rimane lo stesso: nell’isola si nasce troppo poco e la struttura per età continua ad essere sempre più sbilanciata verso la popolazione anziana.
