Cade alla stazione Termini e si rompe un femore, risarcito un sassarese
Un 69enne, scivolato su una chiazza, era rimasto ricoverato a Roma per 2 mesi
Sassari Si è chiusa senza bisogno di arrivare in tribunale la vicenda del pensionato sassarese di 69 anni caduto lo scorso ottobre alla stazione Termini di Roma mentre, insieme alla moglie, stava raggiungendo il treno diretto all’aeroporto di Fiumicino per rientrare ad Alghero. La compagnia assicuratrice di Grandi Stazioni Rail Spa – società del gruppo Ferrovie dello Stato che gestisce le principali stazioni italiane – ha infatti raggiunto un accordo risarcitorio con l’uomo, riconoscendo oltre 65 mila euro tra danni fisici, spese sostenute e spese legali.
Un epilogo arrivato dopo mesi difficili e un lungo percorso sanitario, ma anche dopo una trattativa stragiudiziale che ha evitato una causa civile dai tempi inevitabilmente più lunghi e dall’esito meno conveniente. A seguire la vicenda è stato l’avvocato Luigi Pisanu, che nella richiesta di risarcimento ha contestato anche il mancato rispetto delle normative comunitarie relative alle caratteristiche antiscivolo delle pavimentazioni in luoghi ad altissimo afflusso come stazioni ferroviarie, aeroporti e aree portuali. Norme pensate proprio per garantire la sicurezza di migliaia di persone ogni giorno, in particolare delle categorie più fragili come anziani e non vedenti.
L’incidente alla stazione Termini
L’incidente risale al pomeriggio del 3 ottobre 2024. Erano circa le 16 quando il pensionato, in mezzo al continuo flusso di viaggiatori che affollavano la zona dei binari 23 e 24 di Termini, è improvvisamente scivolato finendo pesantemente a terra. In quel punto del pavimento era presente una vasta chiazza lucida, probabilmente acqua o comunque una sostanza liquida, difficile da notare e praticamente impossibile da evitare nel caos della stazione.
La caduta si è rivelata subito molto seria. L’uomo ha riportato una frattura “sottocanterica pluriframmentaria” scomposta del femore sinistro, un trauma gravissimo che ha richiesto il ricovero immediato in ospedale a Roma e un lungo periodo di cure durato oltre due mesi prima del ritorno in Sardegna.
Sul posto erano intervenuti gli agenti della Polfer che avevano soccorso il pensionato e richiesto l’arrivo dell’ambulanza. Nel verbale redatto subito dopo l’incidente era stata segnalata la pericolosità dell’area e disposto un intervento urgente per eliminare il rischio rappresentato dalle mattonelle scivolose. Un elemento che ha avuto un peso importante nella successiva ricostruzione della vicenda.
Per la famiglia sono stati mesi complicati. La moglie e i figli hanno dovuto affrontare non solo la preoccupazione per le condizioni dell’uomo, ma anche tutte le difficoltà organizzative legate a una lunga degenza lontano da casa. Una vacanza si è trasformata improvvisamente in un percorso fatto di ospedali, riabilitazione, accertamenti medici e pratiche legali.
Dopo la conclusione delle cure e la valutazione del danno permanente, è stata avviata la richiesta di risarcimento nei confronti di Grandi Stazioni Rail Spa. La compagnia assicurativa incaricata ha disposto una visita medico-legale e, alla fine, si è arrivati a un accordo economico che ha evitato il ricorso al Tribunale di Roma. Una soluzione che ha consentito alla famiglia di ottenere il ristoro dei danni senza affrontare i tempi e le incertezze di una causa civile.
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