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Iran, Trump annuncia l’intesa: «Hormuz riaperto e niente pedaggi». Teheran chiede lo stop alle sanzioni sul petrolio

Iran, Trump annuncia l’intesa: «Hormuz riaperto e niente pedaggi». Teheran chiede lo stop alle sanzioni sul petrolio

Proseguono i contatti diplomatici tra Washington e Teheran. Secondo indiscrezioni il memorandum preliminare potrebbe essere annunciato dal Pakistan con il nome di “Dichiarazione di Islamabad”

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Roma Si intensificano i segnali di disgelo tra Iran e Stati Uniti nel tentativo di arrivare a un accordo sul programma nucleare e sulla sicurezza nel Golfo Persico. Nelle ultime ore Donald Trump ha parlato di “linee generali” già concordate per un’intesa che dovrebbe portare anche alla riapertura dello stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio mondiale del petrolio.

Secondo quanto riferito dall’emittente araba Al Arabiya, il testo preliminare potrebbe essere formalizzato con il nome di “Dichiarazione di Islamabad”. Si tratterebbe di un memorandum d’intesa destinato ad aprire la strada a negoziati più approfonditi per affrontare i punti ancora irrisolti tra Washington e Teheran.

L’annuncio, sempre secondo le stesse fonti, dovrebbe arrivare dal Pakistan senza la presenza diretta delle due delegazioni. I rappresentanti di Iran e Stati Uniti parteciperebbero invece alla fase successiva dei colloqui, che potrebbe iniziare il 5 giugno.

Nonostante i segnali positivi, da Teheran arrivano però messaggi prudenti. L’agenzia iraniana Tasnim riferisce che mancherebbe ancora un’intesa su “due o tre clausole” del protocollo e avverte che eventuali “ostacoli” posti dagli Stati Uniti potrebbero compromettere il raggiungimento di un accordo definitivo.

Al centro del negoziato resta anche il dossier nucleare. Secondo il New York Times, uno dei punti principali dell’intesa riguarderebbe l’impegno iraniano a cedere le proprie scorte di uranio altamente arricchito. Le modalità operative della cessione sarebbero però rinviate a una fase successiva dei negoziati.

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica stima che l’Iran disponga di circa 440 chilogrammi di uranio arricchito al 60 per cento, materiale considerato particolarmente sensibile per i timori legati a un possibile utilizzo militare.

Sul fronte internazionale il primo ministro britannico Keir Starmer ha accolto positivamente i progressi diplomatici, sottolineando la necessità di una soluzione duratura che garantisca la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz e impedisca all’Iran di sviluppare armi nucleari.

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