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La nonna va in overdose da eroina davanti alle nipotine: madri e figlie trasferite in Comunità – Che cosa è successo

La nonna va in overdose da eroina davanti alle nipotine: madri e figlie trasferite in Comunità – Che cosa è successo

La donna, 57 anni, è tossicodipendente. La famiglia è stata affidata ai Servizi sociali

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Firenze Le due bambine erano presenti in casa quando la nonna è finita in overdose da eroina: le piccole, entrambe sotto i dieci anni, si sono ritrovate testimoni inconsapevoli di un malore provocato dalla droga che ha messo in serio pericolo la vita della donna.

Una vicenda delicata, segnata da disagio sociale, fragilità economica e rapporti familiari ormai compromessi, che ha spinto il giudice minorile a disporre il trasferimento della madre e delle due figlie in una comunità protetta. Il nucleo familiare è stato affidato ai servizi sociali per avviare un percorso di sostegno e monitoraggio. Il quadro emerso dagli accertamenti è pesante, come racconta "Il Tirreno". Il padre delle bambine è da tempo decaduto dalla responsabilità genitoriale ed è completamente assente, sia sul piano economico che su quello affettivo. Madre e nonna convivono in un clima di tensione continua, spesso davanti alle minori, tanto da richiedere in più occasioni l'intervento delle forze dell'ordine.

 A questo si aggiungono condizioni di forte precarietà economica e marginalità sociale. Secondo quanto riportato dai servizi sociali, «il clima relazionale, lungi dal costituire un fattore di protezione, espone le bambine a un costante stress emotivo e a un rischio concreto per il loro benessere psico-fisico». A peggiorare ulteriormente la situazione sarebbe la tossicodipendenza della nonna, 57 anni, che non avrebbe accettato di intraprendere un percorso di cura al SerD.

L'episodio dell'overdose davanti alle nipoti ha fatto scattare l'allarme. La madre viene descritta dagli operatori sociali come "in una condizione di fragilità personale e genitoriale", caratterizzata da instabilità lavorativa ed economica, "scarsa consapevolezza dei bisogni educativi e di cura delle figlie" e una limitata collaborazione con i servizi territoriali. Gli stessi servizi evidenziano inoltre difficoltà scolastiche, educative e sanitarie manifestate da una delle minori, considerate un ulteriore segnale delle attuali insufficienze genitoriali. Il Tribunale per i minorenni ha ritenuto necessario individuare «una soluzione idonea a garantire un ambiente stabile, protetto e monitorato», senza interrompere il rapporto con la madre ma verificando concretamente la sua capacità di costruire un percorso di autonomia. La misura scelta è stata quella del collocamento del nucleo madre-figlie in comunità, ritenuta «idonea a coniugare le esigenze di protezione delle minori con il sostegno alla genitorialità della madre». Tutte e tre saranno seguite dai servizi sociali, che dovranno valutare lo stato psicologico delle bambine e accompagnare la donna in un percorso di sostegno educativo e familiare.

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