Pensioni, l’Inps aggiorna i codici dei lavori gravosi: ecco cosa succederà dal 2027
Restano validi i benefici per Ape sociale, lavoratori precoci e categorie escluse dagli aumenti legati alla speranza di vita
Roma Le nuove classificazioni Istat delle professioni non cambieranno i diritti previdenziali dei lavoratori impegnati nelle attività considerate gravose. Lo chiarisce l’Inps con il messaggio n. 1808 pubblicato oggi, venerdì 29 maggio, nel quale vengono fornite indicazioni operative per il passaggio dalla vecchia classificazione professionale CP2011 alla nuova CP2021.
L’intervento arriva mentre il sistema pensionistico si prepara ai futuri adeguamenti dei requisiti anagrafici collegati all’aumento della speranza di vita. Dal 2027, infatti, è previsto un incremento dell’età pensionabile: un mese in più nel 2027 e altri due mesi dal 2028. Tuttavia alcune categorie di lavoratori che svolgono mansioni particolarmente gravose continueranno a essere escluse da questi aumenti, mantenendo invariati i requisiti per l’accesso alla pensione.
Il motivo del chiarimento
Dal 2023 l’Istat ha adottato la nuova classificazione delle professioni CP2021 e, dall’aprile 2025, i nuovi codici sono entrati anche nelle comunicazioni obbligatorie Unilav utilizzate per registrare i rapporti di lavoro. Il rischio era che il semplice aggiornamento tecnico dei codici professionali potesse creare difficoltà nel riconoscimento delle agevolazioni previdenziali già previste per determinate categorie. Per evitare problemi interpretativi, l’Inps, in accordo con il Ministero del Lavoro, ha definito le corrispondenze ufficiali tra i vecchi e i nuovi codici professionali.
Ape sociale e pensioni agevolate
Il messaggio ricorda inoltre che le diverse misure previdenziali dedicate ai lavoratori gravosi fanno riferimento a elenchi professionali differenti. Per l’Ape sociale, prorogata fino al 31 dicembre 2026 salvo ulteriori interventi normativi, valgono le professioni individuate nell’allegato 3 della legge 234 del 2021. Tra queste figurano, ad esempio, le professioni qualificate nei servizi personali e gli operatori della cura estetica. Per la pensione anticipata destinata ai lavoratori precoci e per le pensioni escluse dagli adeguamenti alla speranza di vita nel biennio 2027-2028, il riferimento resta invece l’allegato A del decreto ministeriale del 5 febbraio 2018. Tra le categorie interessate rientrano anche gli addetti all’assistenza personale, per i quali l’Inps ha confermato la corrispondenza tra il precedente codice Istat e quello introdotto dalla classificazione CP2021.
Riesame delle domande
L’istituto conclude precisando che le domande relative all’Ape sociale e alle altre prestazioni previdenziali interessate dovranno essere esaminate, o eventualmente riesaminate, applicando le nuove corrispondenze tra le classificazioni professionali. L’obiettivo è garantire la continuità delle tutele e impedire che il cambio dei codici Istat possa incidere sull’accesso ai benefici previdenziali già previsti dalla normativa.
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