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Le app vietate e la verifica dell’età, ecco come funziona il blocco dei social ai minori

Le app vietate e la verifica dell’età, ecco come funziona il blocco dei social ai minori

Dal divieto per gli under 16 ai controlli sull’età, il governo britannico punta a limitare l’accesso alle piattaforme social e alle funzioni considerate più rischiose per bambini e adolescenti

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Londra Il Regno Unito prepara una stretta sull’uso dei social network da parte dei minori. Il governo guidato da Keir Starmer ha annunciato un piano per vietare l’accesso alle principali piattaforme social ai ragazzi sotto i 16 anni, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione a contenuti dannosi, contatti indesiderati e meccanismi digitali considerati troppo coinvolgenti.

La misura, presentata dopo una consultazione pubblica che ha raccolto 116mila risposte, si inserisce nel percorso già avviato con l’Online Safety Act, la legge britannica del 2023 pensata per rafforzare la sicurezza online. Secondo i dati diffusi dal governo, nove famiglie su dieci sarebbero favorevoli a un limite di età più rigido. Anche tra i più giovani, due terzi degli intervistati riconoscerebbero la necessità di un blocco per chi ha meno di 16 anni.

Il divieto dovrebbe riguardare le piattaforme “user-to-user”, cioè i servizi che permettono agli utenti di interagire tra loro, pubblicare contenuti e ricevere raccomandazioni algoritmiche. Nel perimetro rientrerebbero quindi social come TikTok, Instagram, Snapchat, Facebook, X e YouTube. Resterebbero invece escluse le app di messaggistica, come WhatsApp, Telegram e Signal, e i servizi la cui funzione principale non è quella social, come le piattaforme di musica in streaming o di commercio elettronico.

Il governo britannico punta anche a intervenire sulle cosiddette “funzioni dannose”. Tra queste vengono indicate le comunicazioni con sconosciuti, le dirette in tempo reale e alcuni strumenti presenti su piattaforme di gioco o comunità online. Servizi come Roblox, Discord o Twitch potrebbero quindi essere coinvolti da limitazioni specifiche, anche se i dettagli saranno chiariti più avanti.

Un altro capitolo riguarda i minori di 18 anni. Il governo sta valutando restrizioni ulteriori, tra cui un possibile coprifuoco digitale notturno e limiti ai chatbot capaci di simulare relazioni affettive o sessuali. La preoccupazione riguarda soprattutto i contenuti in diretta, più difficili da moderare, e i feed algoritmici, che possono aumentare l’esposizione a materiali pericolosi, angoscianti o costruiti per trattenere a lungo l’attenzione degli utenti.

Il nodo più complesso resta quello dei controlli. La vigilanza sarà affidata a Ofcom, l’autorità britannica per le comunicazioni, che dovrà definire un sistema di verifica dell’età considerato efficace. Tra le ipotesi ci sono il controllo dei documenti tramite servizi terzi, l’uso di identità digitali, la verifica attraverso strumenti di pagamento e sistemi di stima dell’età basati sull’analisi del volto. Resta però aperto il tema del bilanciamento tra tutela dei minori e protezione della privacy.

Il governo britannico vuole evitare le difficoltà già emerse in Australia, il primo Paese ad avere introdotto un divieto nazionale dei social per gli under 16. La legge australiana è entrata in vigore il 10 dicembre 2025 e riguarda piattaforme come Facebook, Instagram, Threads, TikTok, Snapchat, X, YouTube, Reddit, Kick e Twitch. I primi dati hanno però mostrato che molti ragazzi sono riusciti a mantenere l’accesso ai propri account, anche aggirando i controlli.

Proprio per questo la verifica dell’età viene considerata il punto decisivo dell’intero piano. Anche un sistema severo può essere superato con strumenti come le Vpn, che permettono di simulare una connessione da un altro Paese. Per rendere il divieto realmente applicabile servirà quindi la collaborazione delle grandi piattaforme tecnologiche, che saranno chiamate a impedire l’accesso agli utenti sotto la soglia prevista.

L’iter parlamentare dovrebbe partire entro Natale. La prima parte delle nuove regole è attesa per la primavera del 2027.

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