È morto Carlo Ginzburg, lo storico italiano di fama mondiale aveva 87 anni
Padre della microstoria, ha dato voce agli individui marginali
Milano È morto all'età di 87 anni Carlo Ginzburg, storico di fama mondiale e padre della microstoria. Era nato a Torino nel 1939 dall'unione tra l'intellettuale antifascista Leone Ginzburg e la grande scrittrice Natalia Ginzburg, nata Levi. Si era formato all'Università di Pisa e alla Normale, poi al Warburg Institute di Londra. È stato professore di storia moderna all'Università di Bologna e ha insegnato negli Usa ad Harvard, Yale, Princeton e alla Ucla.
Attraverso i suoi studi ha insegnato a leggere la storia partendo dai dettagli, dalle voci marginali, esplorando ad esempio la Shoah attraverso l'analisi delle radici dell'antisemitismo e della falsificazione storica, come nei Protocolli dei Savi di Sion. È stato tra le figure più autorevoli e influenti della storiografia contemporanea e ha segnato la ricerca storica internazionale attraverso opere che hanno aperto nuove prospettive metodologiche e interpretative.
Ginzburg ha mostrato come le vicende di individui spesso secondari, ai margini, possano illuminare questioni fondamentali della storia e della condizione umana. Tra i suoi lavori più significativi, in tal senso, “Il formaggio e i vermi”, la storia del mugnaio friulano Domenico Scandella detto Menocchio, messo a morte dall'Inquisizione alla fine del '500, colpevole di avere una propria idea del cosmo, fatta attraverso la lettura.
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