Sassari apre le porte ai giovani calciatori catalani: lo sport diventa un ponte tra due comunità
Un’idea nata davanti a un caffè unisce Sardegna e Spagna
Sassari Un’idea nata davanti a un caffè in Catalogna è diventata un progetto internazionale che oggi unisce Sardegna e Spagna attraverso il calcio, l’amicizia e la condivisione. I giovani protagonisti dello Youth Football Exchange, il programma promosso dall’Academy Torres e sostenuto dalla Fondazione di Sardegna, sono stati ricevuti a Palazzo Ducale dal sindaco Giuseppe Mascia e dal presidente del Consiglio comunale Mario Pingerna.
A credere nella forza di questo progetto è stata la Fondazione di Sardegna, che ne ha sposato la filosofia e ha deciso di finanziarlo, riconoscendone il profondo valore educativo, sociale e culturale.
Il sostegno della Fondazione ha consentito di trasformare un’idea ambiziosa in un programma concreto e strutturato, destinato a diventare un modello di cooperazione internazionale nel calcio giovanile.
Ad accompagnare la delegazione c’erano il patron della Torres Pierluigi Pinna, il tecnico rossoblù Riccardo Grabesu, dirigenti, educatori e rappresentanti delle società catalane partner del progetto. Durante l’incontro il sindaco ha voluto conoscere la storia dell’iniziativa e i luoghi di provenienza dei giovani ospiti. A raccontarne la nascita è stato Pierluigi Pinna, che ha ricordato come tutto sia iniziato in Spagna durante una chiacchierata con Fausto Cutaia, dirigente del Sant Cugat. Da quel confronto è nata l’idea di costruire un ponte stabile tra il calcio giovanile sardo e quello catalano.
Un progetto che va ben oltre l’aspetto sportivo e che lo stesso Pinna ha definito un vero e proprio Erasmus calcistico, fondato sulla socialità, sull’accoglienza e sullo scambio di esperienze tra ragazzi e tecnici. I diciotto giovani atleti catalani ospitati a Sassari vivono infatti da giorni con le famiglie dei loro coetanei torresini.
Ogni nucleo familiare ha accolto due ragazzi spagnoli, condividendo con loro non soltanto allenamenti e partite ma anche la vita quotidiana, le tradizioni e l’ospitalità sarda. In alcuni casi l’esperienza ha coinvolto direttamente anche le famiglie rimaste in Catalogna: attraverso gruppi WhatsApp creati dai genitori ospitanti vengono condivisi ogni giorno fotografie, video e videochiamate che permettono a mamme e papà di seguire da vicino il soggiorno dei propri figli e di vivere a distanza le emozioni di questa esperienza.
Il campus, ospitato nelle strutture del Latte Dolce Calcio di via Leoncavallo, coinvolge anche tecnici ed educatori delle società partner Sant Cugat FC, Gimnàstic Manresa, Atlètic Segre e Club Esportiu Mercantil, impegnati in un continuo confronto sulle metodologie di formazione dei giovani calciatori. Un’esperienza che a marzo aveva visto protagonisti, a parti invertite, i ragazzi dell’Academy Torres in Catalogna e che oggi conferma come il calcio possa essere molto più di uno sport: uno strumento di crescita, incontro e amicizia capace di unire due comunità separate dal mare ma sempre più vicine.
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