Chat Delmastro-Caroccia, la Giunta dice no ai pm: proteste e tensioni in Parlamento
Il Movimento 5 Stelle occupa i banchi del governo, al Senato cartelli e parapiglia
Roma La Giunta per le autorizzazioni della Camera ha respinto la richiesta della Procura di Roma di acquisire le conversazioni tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia. La decisione non è definitiva e dovrà ora essere sottoposta al voto dell’Aula di Montecitorio.
Le chat sono contenute nel telefono di Caroccia, già sequestrato dagli investigatori. L’uomo si trova in carcere, dove sta scontando una condanna definitiva a quattro anni nell’ambito dell’inchiesta “Affari di famiglia”. L’autorizzazione della Camera è necessaria perché le comunicazioni coinvolgono un parlamentare e sono quindi tutelate dall’articolo 68 della Costituzione.
Il voto della Giunta ha scatenato la dura reazione delle opposizioni. Alla Camera i deputati del Movimento 5 Stelle hanno occupato i banchi del governo, contestando la scelta della maggioranza. La protesta si è poi estesa al Senato, dove i parlamentari pentastellati hanno interrotto i lavori mostrando cartelli con la scritta «Fuori le chat» e intonando cori.
Il capogruppo del M5S a Palazzo Madama, Luca Pirondini, ha accusato il centrodestra di ostacolare l’attività della magistratura e ha definito la decisione un grave segnale sul terreno della legalità.
Durante la protesta si sono registrati anche momenti di tensione. Il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia ha raggiunto Pirondini e gli ha strappato il cartello. Nel parapiglia è intervenuto il questore del Senato Gaetano Nastri, colpito a un ginocchio senza riportare conseguenze.
Critiche anche dal Partito democratico. Il deputato Matteo Orfini ha accusato la maggioranza di trasformare le prerogative parlamentari in uno strumento di protezione dei propri esponenti, sostenendo che il rifiuto opposto alla Procura finisca per ostacolare le indagini e dimostri un doppio standard sul tema della legalità.
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