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Morti annegati in mare, nei laghi e nelle piscine: casi in aumento. La Sardegna ai primi posti in Italia – Tutti i dati

di Ilenia Mura
Morti annegati in mare, nei laghi e nelle piscine: casi in aumento. La Sardegna ai primi posti in Italia – Tutti i dati

L’analisi dell’Osservatorio del ministero della Salute-Iss in occasione della giornata mondiale della prevenzione: fondamentale la presenza di regole e bagnini

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La Sardegna ai primi posti nella classifica nazionale che registra il numero delle persone annegate negli ultimi due anni in Italia con 41 decessi fra il 2024 e 2025, un tragico bilancio che fa il punto sui casi di cronaca che, ogni estate, si registrano nelle spiagge, nelle acque interne (laghi o fiumi) e nelle piscine. A morire in mare, soprattutto gli anziani. Le cause, come si sta verificando anche questa estate, sono spesso i malori

Nel mondo sono oltre 300mila i decessi l’anno, 300 sono in Italia: 300 annegamenti fatali, un dato stabile da più di 10 anni. A morire, annegati, nella maggior parte dei casi sono gli  over 65. Fra le cause, come anticipato: i malori. Ma ci sono anche, soprattutto, i bambini: un quarto delle vittime hanno meno di cinque anni.

Il report dell’Osservatorio del Ministero della Salute-Iss fotografa la drammaticità dei dati in Italia, in occasione della giornata mondiale per la Prevenzione degli annegamenti proclamata dall’Onu per il 25 luglio. Oltre il 90% dei decessi per annegamento, ricorda l’organizzazione, avviene in fiumi, laghi, pozzi, contenitori domestici per l'acqua e piscine nei paesi a basso e medio reddito; i bambini e gli adolescenti delle aree rurali sono i più colpiti. L’obiettivo dichiarato dall’Onu è ridurre gli annegamenti del 35% entro il 2035. «Colmare questo divario – scrive l’Oms sul proprio sito - dipende dal contributo di ciascuno di noi: ogni persona, ovunque e in qualsiasi contesto». Fondamentali le normative su sicurezza e prevenzione e la presenza dei bagnini nei luoghi a rischio. 

Annegamenti regione per regione: Sardegna ai primi posti

L’Italia conta oltre 8.000 chilometri di coste e più di 5.500 aree di balneazione tra mare, laghi, fiumi e piscine. In termini assoluti, considerando tutti gli ambienti (mare, acque interne, piscine), le regioni con il maggior numero di annegamenti nel biennio 2024-2025 sono la Lombardia, il Veneto e la Toscana. Ai vertici di questa amara classifica c’è anche la Sardegna con 41 morti annegati in due anni. 

Lombardia: 90 casi (14,9%)

Veneto: 73 casi (12,1%)

Toscana: 52 casi (8,6%)

Lazio: 51 casi (8,4%)

Puglia: 41 casi (6,8%)

Sardegna: 41 casi (6,8%)

Sicilia: 41 casi (6,8%)

Emilia-Romagna: 37 casi (6,1%)

Circa l'80% degli annegamenti in acque interne avviene in Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige.

Dati Istat annegamenti 2019-2023

1.571 decessi per annegamento (media annua 314), 82% sono italiani, 18% stranieri, l’80% delle vittime è di sesso maschile. Dati 2024-2025: 604 annegamenti fatali, di cui il 46,8% in mare, 46,2% in acque interne, 6,2% in piscina. Il 30% delle vittime ha più di 65 anni, il 23% sono giovani fino a 24 anni.

Le cause principali sono malore in acqua (44,9%), cadute (27,1%), condizioni meteo avverse e correnti di ritorno.

Normativa sulla sicurezza in acqua: ecco cosa succede

Non esiste una normativa nazionale unificata per la sicurezza in tutte le acque di balneazione. Dal 2025, per i litorali marini e grandi laghi, è stato introdotto un periodo obbligatorio di servizio di salvataggio (da metà maggio a metà settembre) e una cartellonistica uniforme. La normativa sulle piscine è frammentaria e varia da regione a regione; le piscine domestiche non sono regolamentate.

Analisi per ambiente, dal mare ai laghi

Litorali marini La maggior parte degli annegamenti avviene nelle spiagge libere, spesso prive di sorveglianza e segnaletica. Le cause principali sono malori (soprattutto tra gli anziani), balneazione in condizioni meteo-marine sfavorevoli e comportamenti imprudenti.

Le raccomandazioni: rafforzare la sorveglianza, migliorare la cartellonistica, promuovere campagne informative e introdurre sanzioni per chi ignora la bandiera rossa.

Acque interne Numero di annegamenti simile a quello dei litorali marini, ma con meno frequentatori. Rischi specifici: acque fredde, correnti, argini instabili, scarsa percezione del pericolo, soprattutto tra immigrati e giovani adulti. Raccomandazioni: regolamentazione nazionale, sorveglianza nelle aree più frequentate, cartellonistica multilingue, coinvolgimento delle comunità immigrate.

Piscine Gli incidenti riguardano soprattutto bambini (0-14 anni), in particolare nelle piscine domestiche e turistiche. Cause: mancata sorveglianza, assenza di barriere di protezione, malori. Raccomandazioni: obbligo di recinzioni e sistemi di allarme, campagne di sensibilizzazione, formazione degli assistenti bagnanti, controlli frequenti.

Prevenzione degli incidenti da tuffi

Gli incidenti da tuffo, spesso con esiti gravissimi (lesioni midollari), colpiscono soprattutto giovani maschi. Proposte: registro nazionale degli incidenti, cartellonistica emotiva e rotante, campagne sui social media, educazione nelle scuole e nei corsi di nuoto. Cartellonistica e segnaletica Proposta di un modello nazionale di cartellonistica modulare, multilingue e conforme agli standard ISO, da posizionare strategicamente in tutte le aree di balneazione. Segnalazione chiara di pericoli, divieti, raccomandazioni e presenza di dispositivi di soccorso.

Comunicazione e cultura della prevenzione

Vi è la necessità di una comunicazione permanente e strutturale (siti web, dossier annuali, convegni) e di campagne mirate per target specifici (bambini, giovani, anziani, immigrati, turisti). Coinvolgimento di stakeholder (scuole, associazioni, enti locali) e uso di canali digitali e social.

Conclusioni e raccomandazioni pratiche

Gli annegamenti sono prevenibili con una combinazione di comportamenti responsabili e gestione efficace della sicurezza. Regole pratiche per genitori (sorveglianza costante dei bambini, recinzioni per piscine), ragazzi e adulti (rispetto della bandiera rossa, evitare tuffi in acque sconosciute), anziani (attenzione ai malori), tutti (attenzione alle condizioni ambientali e alla cartellonistica). 

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