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Emergenza migranti in Spagna, 40mila a Ceuta negli ultimi giorni – Ecco che cosa sta succedendo

Emergenza migranti in Spagna, 40mila a Ceuta negli ultimi giorni – Ecco che cosa sta succedendo

Il Governo Meloni pronto a sospendere Schengen

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Secondo le prime stime delle forze di sicurezza spagnole, sono oltre 40.000 i migranti entrati in maniera irregolare a Ceuta negli ultimi giorni, la maggior parte dei quali giovedì. Lo riporta El Paìs.

L'enclave spagnola di Ceuta è attualmente al centro di una drammatica e senza precedenti crisi migratoria, con oltre duemila persone, in gran parte giovani marocchini e algerini, che hanno raggiunto a nuoto il territorio europeo nel giro di pochi giorni. La situazione sul campo è di estrema emergenza umanitaria e di sicurezza, con i centri di accoglienza locali ormai al collasso e le strade della città presidiate dalle forze dell'ordine e dall'esercito, inviato d'urgenza dal governo di Madrid per supportare la Guardia Civil e la Polizia Nazionale.

Il Governo Meloni: pronti a sospendere Schengen

Così in un post, la presidente Giorgia Meloni: «Le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti e dimostrano, ancora una volta, che l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei.

Mi sono confrontata con il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. L’Italia non resterà a guardare. Stiamo convocando gli organismi preposti, e all'esito di queste riunioni siamo pronti a intervenire anche con strumenti straordinari per difendere i confini e la sicurezza dei cittadini, come la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna. Sull’immigrazione clandestina non arretreremo di un millimetro: difendere i confini, fermare i trafficanti di esseri umani e garantire rimpatri efficaci continuerà a essere la linea di questo Governo».

In migliaia dal Marocco, il governo spagnolo mobilita l'esercito

Nel tentativo di superare il braccio di mare che separa il Marocco dal litorale spagnolo o di aggirare il frangiflutti del Tarajal, si registra purtroppo un tragico bilancio delle vittime, con almeno 18 corpi già recuperati senza vita dalle acque costiere dalle unità di frontiera spagnole. Il massiccio afflusso ha innescato una pesantissima tensione diplomatica non solo tra la Spagna e il Marocco – con i due Paesi che hanno comunque avviato un coordinamento d'urgenza per accelerare le procedure di rimpatrio dei migranti irregolari –, ma ha provocato anche un duro scontro istituzionale all'interno dell'Unione Europea. Di fronte a quelle che il Partito Popolare Europeo ha definito immagini scioccanti di una valanga umana incontrollata, il governo italiano guidato da Giorgia Meloni ha annunciato di valutare seriamente la sospensione del Trattato di Schengen con la Spagna.

La minaccia di ripristinare i controlli alle frontiere ha scatenato la dura reazione e la protesta formale dell'esecutivo guidato da Pedro Sánchez, che ha convocato l'ambasciatore italiano a Madrid. Il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, si è recato sul posto per gestire una crisi che per proporzioni e rapidità ricorda la grande ondata migratoria registrata nel maggio del 2021. Mentre le autorità locali di Ceuta denunciano come gli arrivi degli ultimi giorni equivalgano quasi al 2% dell'intera popolazione cittadina, includendo centinaia di minori non accompagnati, si attende l'arrivo dello stesso Premier Sánchez nell'exclave per fare il punto sulle misure di sicurezza e sulla gestione dei ricollocamenti. Questa fiammata di ingressi irregolari giunge in un momento politico interno molto particolare per la Spagna, che solo pochi mesi fa, a inizio 2026, aveva varato una storica regolarizzazione straordinaria per oltre mezzo milione di migranti residenti nel Paese. Ora, la pressione sui confini nordafricani mette a dura prova la tenuta delle politiche migratorie dell'Unione Europea, riaccendendo il dibattito comunitario sull'efficacia del Patto sui migranti e sulla protezione dei confini esterni

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