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Richiedenti asilo

Migranti, anche la Svizzera pronta a riprendere le espulsioni verso l’Italia: ecco da quando

Migranti, anche la Svizzera pronta a riprendere le espulsioni verso l’Italia: ecco da quando

Sono già state fatte le prenotazioni dei primi voli

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Berna Dopo quasi quattro anni di stop, anche la Svizzera, dopo la Germania, si prepara a riprendere le espulsioni di richiedenti asilo verso l’Italia nell’ambito del sistema di Dublino. I primi voli sono già stati prenotati e le prime procedure dovrebbero partire dalla fine di agosto, inizialmente riguardando singoli casi. “Le prime prenotazioni dei voli sono state effettuate”, ha dichiarato Magdalena Baker, portavoce della Segreteria di Stato della migrazione svizzera (Sem), alla Radiotelevisione Svizzera (Rsf).

I primi trasferimenti alla fine di agosto

“I primi trasferimenti di richiedenti asilo verso l’Italia sono previsti a partire dalla fine di agosto”, ha aggiunto, precisando che la ripresa avverrà gradualmente, “è nell’interesse della Svizzera che la ripresa sia organizzata in modo sostenibile e accettabile per entrambe le parti, affinché il sistema possa funzionare nel lungo periodo senza essere sovraccaricato”. Secondo Berna, la sospensione delle riammissioni di richiedenti asilo provenienti dagli altri Paesi aderenti al sistema di Dublino aveva impedito alla Svizzera di trasferire in Italia i casi per i quali Roma era ritenuta competente.

La ripresa dei trasferimenti è legata, secondo quanto riferisce la Segreteria di Stato della migrazione, all’entrata in vigore il 12 giugno del nuovo Patto Ue sulla migrazione e l’asilo, che prevede sostegno finanziario e altre misure di alleggerimento per i Paesi di primo arrivo, a condizione che rispettino i rispettivi obblighi. Resta però da chiarire se l’Italia intenda accettare soltanto i richiedenti asilo arrivati negli altri Paesi dopo il 12 giugno. Secondo la Sem, i primi trasferimenti dalla Svizzera riguarderanno infatti persone entrate nel Paese dopo tale data. “I nuovi processi saranno inizialmente testati sulla base di casi attuali”, ha spiegato Baker. La Segreteria di Stato della migrazione non ha chiarito se l’Italia abbia intenzione di rifiutare anche alla Svizzera la riammissione di richiedenti asilo arrivati prima del 12 giugno. Berna ha tuttavia precisato di non aver raggiunto con Roma alcun accordo che escluda dai trasferimenti le persone entrate precedentemente nel Paese. Dal dicembre 2022, secondo i dati della Sem, l’Italia avrebbe dovuto riprendere in carico complessivamente 3.784 richiedenti asilo dalla Svizzera. A causa dello stop alle riammissioni, la Svizzera ha dovuto avviare le relative procedure di asilo sul proprio territorio. Quasi il 40% delle persone interessate ha nel frattempo ottenuto protezione in Svizzera e può quindi rimanere nel Paese, mentre per oltre 1.300 è ancora in corso una procedura di asilo. Secondo la Sem, attualmente sarebbero 652 le persone che potrebbero ancora essere trasferite in Italia.

Germania, giovane somala riceverà asilo da Chiesa evangelica bavarese

La giovane cittadina somala Faduma, che le autorità tedesche intendono trasferire in Italia nell’ambito delle procedure previste dal Regolamento di Dublino, è stata accolta oggi 18 agosto in un ‘Kirchenasyl’, forma di protezione offerta dalle comunità religiose, a Norimberga. Lo riferisce Stephan Reichel dell’associazione ‘Mateo Kirche und Asyl’, che segue il caso della giovane. “Contro l’esplicita volontà del governo italiano e della grande maggioranza della popolazione italiana, le autorità tedesche non hanno finora fermato il trasferimento di Faduma e di altri richiedenti asilo interessati dalle procedure di Dublino verso l’Italia”, afferma Reichel, “il trasferimento, annunciato per domani 19 agosto alle 4.30 dall’Ufficio centrale per gli stranieri della Bassa Franconia, non è stato finora revocato”. “Abbiamo messo oggi a mezzogiorno sotto la nostra protezione, in un Kirchenasyl a Norimberga, Faduma, profondamente provata dalla sua fuga e spaventata, la cui famiglia vive in Germania con uno status di protezione e asilo”, aggiunge Reichel, “Faduma resterà sotto la nostra protezione finché la Germania non accoglierà la richiesta dell’Italia di annullare definitivamente il trasferimento“.

L’associazione chiede che vengano sospesi anche tutti gli altri trasferimenti previsti verso l’Italia. Secondo Reichel, la popolazione italiana “deve rendersi conto che il proprio governo ha sancito nel Geas, contro gli interessi fondamentali dell’Italia, la competenza esclusiva dei Paesi europei di frontiera, in particolare dell’Italia”. Il governo di Giorgia Meloni, viene sottolineato, avrebbe contribuito a rendere le regole “ancora più restrittive rispetto all’accordo di Dublino”. “Bisogna presumere che in futuro fino al 50% dei rifugiati europei dovrà rimanere in Italia o potrà essere rimandato nel Paese”, afferma Reichel, secondo cui “il complesso meccanismo di compensazione previsto dal Geas sta già fallendo e non funzionerà”. Reichel critica anche il progetto, sostenuto dal governo Meloni, di trasferire i migranti in Albania o in Africa, definendolo “probabilmente contrario al diritto” e destinato, a suo giudizio, a non funzionare. “Chiediamo, insieme a molti altri, una rapida revisione del Geas, che preveda un’equa distribuzione dei rifugiati tra tutti gli Stati europei sulla base di una quota fissa”, conclude Reichel, “solo così l’Italia potrà finalmente essere alleggerita”.

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