Terremoto nel calcio mondiale: la Uefa prepara denuncia penale contro Gianni Infantino
La difesa dell'entourage: «Le accuse sono false»
Il mondo del calcio si trova davanti a uno scontro istituzionale senza precedenti. La Uefa sta preparando una denuncia penale in Svizzera contro il presidente della Fifa, Gianni Infantino, accusandolo di potenziale “cattiva gestione criminale”. Al centro del contenzioso legale c'è il controverso progetto, ormai naufragato, denominato FIFA Forward Enterprise, che prevedeva la vendita di quote e la privatizzazione parziale dei Mondiali di calcio a investitori privati per una cifra stimata intorno ai 20 miliardi di dollari.
Le origini del conflitto: il piano "Forward Enterprise"
La tensione tra i due massimi organi del calcio mondiale è esplosa dopo la scoperta dei piani della FIFA di cedere asset e diritti legati alla Coppa del Mondo a fondi d'investimento esterni. Il progetto avrebbe coinvolto, tra gli altri, il fondo d'investimento newyorkese Thrive Capital Management, guidato da Joshua Kushner, genero del presidente statunitense Donald Trump.
Sebbene il piano di privatizzazione sia stato successivamente accantonato e la FIFA abbia presentato delle scuse ufficiali, la UEFA ha ritenuto le rassicurazioni insufficienti, mantenendo alta la pressione e arrivando a minacciare il boicottaggio degli eventi organizzati dalla federazione mondiale.
La strategia legale e l'asse Usa-Svizzera
I legali della UEFA si sono attivati su più fronti per raccogliere le prove necessarie a sostenere l'azione penale. Secondo quanto emerso da documenti legali depositati negli Stati Uniti e ripresi dalle principali testate internazionali come il Guardian e BBC Sport, la confederazione europea ha presentato formale richiesta a un tribunale federale di Manhattan e alla Corte distrettuale del sud della Florida per costringere la FIFA a rilasciare documenti interni considerati probatori.
L'obiettivo della UEFA è utilizzare questo materiale per formalizzare la denuncia dinanzi alla magistratura svizzera (in virtù dell'articolo 158 del Codice penale elvetico sulla gestione sleale), estendendo l'analisi della condotta potenzialmente lesiva all'intero mandato di Infantino.
La difesa della Fifa: “Accuse false”
Da parte sua, l'entourage di Gianni Infantino ha respinto fermamente ogni addebito. Un portavoce del presidente ha definito le accuse "categoricamente false", parlando di uno "sforzo concertato e strumentale" volto a indebolire la leadership del numero uno del calcio mondiale e la stabilità stessa della FIFA.
Mentre alcune confederazioni regionali come la CAF (l'organo del calcio africano) hanno espresso solidarietà a Infantino invitando a attendere le prossime scadenze elettorali, altre realtà come la Concacaf hanno manifestato i primi segni di distanziamento politico. Nei mesi precedenti, anche organizzazioni non governative avevano tentato di sollecitare indagini terze (come il CIO per presunte violazioni di neutralità politica), istanze che erano state respinte per difetto di giurisdizione. Questa volta, però, il terreno dello scontro è puramente penale e rischia di ridisegnare gli equilibri della governance sportiva globale.
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