Nuova legge elettorale, che cos’è il Melonellum e cosa cambia quando voteremo – Tutte le novità
Stop alle sfide nei collegi uninominali, sì alle preferenze ma con i paletti. Alla Camera vedette e trucchi anti franchi tiratori e scontro Donzelli-Conte
Roma Il "Melonellum" è legge. La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva oggi giovedì 8 ottobre il nuovo sistema elettorale con 227 voti favorevoli e 164 contrari, al termine di una votazione a scrutinio segreto blindata dai numeri della maggioranza. Battezzata "Stabilicum" dal centrodestra e ribattezzata dalle opposizioni con il nome della presidente del Consiglio, la riforma archivia il Rosatellum e ridisegna le regole del voto.
Cosa cambia
Addio ai collegi uninominali: scompaiono le sfide secche nei singoli territori che avevano caratterizzato le ultime elezioni, sostituite da un sistema che distribuisce i seggi su base interamente proporzionale all'interno delle circoscrizioni.
Le preferenze: gli elettori tornano a poter scegliere i candidati attraverso il voto di preferenza (fino a tre, nel rispetto dell'alternanza di genere), seppur affiancati da un capolista bloccato deciso dalle segreterie dei partiti.
Il premio di governabilità: si passa da un impianto prevalentemente misto a un proporzionale corretto da un bonus. La coalizione o la lista singola che ottiene almeno il 42% dei voti validi in entrambe le Camere si assicura un premio di 70 deputati e 35 senatori. Cade l'ipotesi del ballottaggio prevista nelle prime bozze. Il provvedimento conferma inoltre l'obbligo di indicare il candidato premier nei programmi depositati e amplia il perimetro per il voto dei fuori sede e dei caregiver.
Il clima teso alla Camera
L'ultimo atto parlamentare si è consumato in un clima fortemente teso. Al momento del voto finale a Montecitorio, i deputati di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno inscenato una protesta mostrando cartelli con la scritta "Legge truffa". Dai banchi dell'opposizione sono arrivate accuse frontali: Giuseppe Conte ha parlato di una "donna sola al comando", mentre Elly Schlein ha definito la maggioranza "sotto ricatto" e mossa dalla "paura degli elettori". La maggioranza ha replicato rivendicando la bontà della misura. Da Fratelli d'Italia e Lega è stato ribadito che la riforma restituisce agli italiani la facoltà di scegliere chiaramente chi governa, mettendo fine alla stagione dei ribaltoni e garantendo stabilità istituzionale. Incassato il via libera, la battaglia politica si sposta ora sul terreno dei ricorsi annunciati dalle opposizioni alla Corte costituzionale.
Vedette e trucchi anti franchi tiratori
Finita la sua dichiarazione di voto, il meloniano Giovanni Donzelli si è sistemato in alto nell’ultima fila dell’Emiciclo in una posizione da vedetta dalla quale poter controllare il voto. Alcuni deputati di Forza Italia hanno votato infilando un cartoncino a sinistra della pulsantiera. Lo stratagemma rende palese la scelta del voto favorevole.
Il botta e risposta tra Donzelli e Conte
Tra le schermaglie verbali che hanno infiammato il dibattito parlamentare, a catturare la scena è stato l’intervento di Giovanni Donzelli protagonista di un tagliente botta e risposta con il leader M5s Giuseppe Conte: «Caro presidente ha mostrato la foto di Scarpinato con Falcone e Borsellino. Beh, anche nei dipinti dell’Ultima cena Giuda è accanto a Gesù, scatenando ilarità e risate convinte dai banchi della maggioranza.
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