Giallo della ricina, madre e figlia potrebbero essere morte per errore: le ipotesi sul vero bersaglio
Proseguono le verifiche all’interno degli istituti scolastici
Campobasso Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita potrebbero essere morte per errore e il vero bersaglio potrebbe essere stato Gianni Di Vita, marito e padre delle due donne uccise dopo Natale per aver ingerito ricina. È una delle ipotesi al vaglio degli investigatori, che cercano di ricostruire come il veleno sia entrato in contatto con le vittime.
La procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, che coordina l’inchiesta sul giallo di Pietracatella, non esclude alcuna pista all’interno dell’indagine che procede ancora contro ignoti per duplice omicidio premeditato. E ora le iniziative investigative sembrano approfondire l’ipotesi che l’ex sindaco del paese in provincia di Campobasso fosse il vero bersaglio.
La procuratrice ha firmato quattro decreti di perquisizione, che prevedono il sequestro di circa 200 computer tra laboratori e presidenze scolastiche. Gli accertamenti si concentrano su quattro istituti e su diverse piste, accomunate anche dalle ricerche online sulla ricina. Tra queste spicca l’attività di un utente su Reddit, dove avrebbe posto domande sull’eventualità di uccidere utilizzando semi di ricino schiacciati.
Il movente passionale
Il movente passionale, che ruota attorno all’intenzione di Antonella Di Ielsi di separarsi e alle presunte relazioni di Gianni, sarebbe il movente privilegiato. Sotto i riflettori il suo rapporto con Monia, amica di vecchia data, professoressa di matematica al liceo scientifico di Riccia, con cui ha avuto un confronto negli uffici della squadra mobile per una divergenza nelle dichiarazioni.
Le verifiche nelle scuole
Sono in corso anche delle verifiche in quattro scuole. La prima è l’istituto agrario di Riccia, dove lavora come tecnico Michele, marito proprio di Monia. Sempre a Riccia, gli investigatori si concentreranno poi sul liceo scientifico in cui ha insegnato la stessa Monia. La situazione per lui si porrebbe se – come scrive Repubblica – da uno dei 70 pc della scuola, dovesse venire fuori la prova di ricerche sul web legati alla ricina o un collegamento con Reddit. Anche perché – come scrive sempre Repubblica – Michele sarebbe andato a trovare Antonella Di Ielsi la sera del 22 dicembre, 24 ore prima il presunto avvelenamento, nello studio di commercialista di Gianni Di Vita a Campobasso. E nei giorni di Natale, anche quando la donna stava già male, si sarebbe scambiato messaggi con lei.
Mercoledì gli accertamenti si sposteranno al liceo classico di Campobasso, frequentato da Sara e dalla sorella maggiore Alice, diplomatasi a luglio, mentre l’ultima tappa sarà il liceo Silvio Di Lalla di Casacalenda, dove insegna come docente di sostegno Laura Di Vita, cugina di Gianni, già ascoltata sei volte in Questura. Le indagini della Squadra mobile e degli specialisti del Servizio centrale operativo proseguiranno fino a venerdì.
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