Agriturismo distrutto da un incendio, il proprietario disperato: «Una vita di lavoro in fumo»
Porto Torres: le parole di Pierluigi Molino, agricoltore, allevatore e coordinatore cittadino di Forza Italia
Porto Torres «Una vita di lavoro andata in fumo». C’è rabbia e disperazione nelle parole di Pierluigi Molino, agricoltore e allevatore di Porto Torres, ma anche coordinatore cittadino di Forza Italia, mentre osserva le macerie della sua abitazione e i locali danneggiati dell’agriturismo “Su Cuile”, divorati dalle fiamme venerdì sera, 28 novembre. Secondo una prima ricostruzione, l’incendio sarebbe stato causato da un corto circuito.
L' azienda si trova sulla strada che collega Porto Torres a Stintino, in località Margoneddu. La villa rurale, antica e recentemente ristrutturata, dove Molino viveva con moglie e due figlie, è stata completamente distrutta: il tetto in legno è crollato, arredi, vestiario e ogni oggetto personale sono stati divorati dal fuoco.
«Non si è salvato niente in questa casa dove ho dato tutto me stesso, investendo importanti risorse», racconta Molino, visibilmente provato.
«Potrebbe essere stato un corto circuito ad originare l'incendio - dice Molino - ma aspettiamo la perizia dei tecnici per poter stabilire con esattezza quello che è accaduto. Le fiamme hanno distrutto tutta la parte documentale dell'azienda, i computer, gli arredi. La casa è praticamente crollata al suolo e non è rimasto niente da recuperare. Nel bilancio, danni ingenti dal punto di vista economico ma anche dalla parte affettiva: tutti gli oggetti delle mie due figlie minori, compresi gli strumenti musicali, quelli di mia moglie e i miei».
Adiacenti all’abitazione si trovano i locali dell’agriturismo e B&B, destinati all’accoglienza degli ospiti. Per fortuna, le camere sono rimaste intatte, ma non hanno avuto la stessa sorte la sala delle colazioni e la sala pranzo, completamente ridotte a cenere. Le fiamme hanno aggredito in pochi attimi tutta la struttura, i vigili del fuoco hanno fatto il possibile per limitare i danni, ma l’incendio ha avuto una rapidità impressionante.
La famiglia non si trovava in casa al momento dell’incendio. Quando Pierluigi Molino e i suoi familiari hanno raggiunto il casale, ormai tutto era andato distrutto. Davanti ai loro occhi si è consumata una vita di sacrifici, tra investimenti, lavoro quotidiano e cura di un’azienda che rappresenta anche un’eccellenza nel settore agrituristico del territorio.
Venerdì notte l’area è stata transennata dai vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza la zona e avviato le prime verifiche sulle cause del rogo. Intanto, per Molino e la sua famiglia, oltre al danno materiale, resta lo sconforto e la rabbia di chi ha visto svanire in poche ore anni di lavoro e impegno.
«È difficile spiegare cosa si prova a vedere tutto ciò che hai costruito scomparire – conclude Molino – ma dobbiamo reagire, per noi stessi e per le nostre figlie, e cercare di ricostruire ciò che è andato perduto».
