Il sindaco di Sassari: «Capodanno, sullo scivolone dei conduttori ci dispiace. Per il futuro maxischermi e una struttura dedicata»
Giuseppe Mascia: «Grandi eventi, la città ha la potenzialità per diventare protagonista»
Sassari Qualche “smagliatura” più o meno evidente da aggiustare su audio, sicurezza, fruibilità. Non semplici imperfezioni, ma aspetti strutturali che un evento di questa portata porta inevitabilmente alla luce, sui quali c’è l’impegno a intervenire. Qualche polemica giudicata di troppo sulla conduzione fuori dalle righe, su cui glissare con un «ci spiace». E molti progetti per un futuro ancora tutto da scrivere, tra cui una struttura amministrativa dedicata ai grandi eventi e il sogno Arena (anche se non da dedicare al Capodanno) che torna più attuale che mai.
Anche noi
Con una convinzione: «Ci siamo anche noi. Dopo aver abdicato al suo ruolo per interi lustri amministrativi ed essere stata a guardare altre città crescere con i loro festival e i loro grandi eventi, Sassari prende coscienza della sua capacità di organizzare e ospitare manifestazioni di portata straordinaria».
La strada
Non ha dubbi il sindaco Giuseppe Mascia sulla generale riuscita del concertone di Capodanno, e soprattutto sulla bontà della strada intrapresa. E, pur non sottovalutando i problemi di una macchina organizzativa ancora da mandare a pieni giri di fronte a manifestazioni di piazza di questa portata, difende il punto, soprattutto per il necessario “contorno locale” dell’evento. «Senza alimentare di continuo il tessuto artistico locale, tra occasioni performative e iniziative di formazione, dialogo e confronto – afferma – organizzare una o due grandi manifestazioni all’anno sarebbe uno sterile esercizio di vanità».
Scivolate
Sulla “scivolata” dei conduttori, con le battute da molti giudicate volgari del notoriamente caustico Daniele Coni di BobòScianel: «Ci spiace, capiamo il disappunto», dice Mascia. «Guardiamo però all’operazione nel suo complesso – taglia corto – ai numeri che abbiamo messo in campo e alla svolta che Sassari ha intrapreso».
Vocazione
Il punto per Mascia, all’indomani del Capodanno da record – con una stima di oltre 35 mila presenze nell’area rossa attorno a piazzale Segni, sede dello show di Max Pezzali, e con oltre 23mila fan assiepati di fronte e accanto al palco – è l’ennesimo passo avanti nel progetto «di fare di Sassari una città vocata al turismo culturale e artistico». Un percorso che, nelle intenzioni, segna «l’ingresso ufficiale tra le città sarde e italiane da fissare nella mappa aggiornata dei flussi di visitatrici e visitatori che in viaggio non cercano solo mare e spiagge nella stagione estiva», con Sassari che per la prima volta nella storia risulta la piazza più popolata dell’isola a San Silvestro. Ovviamente, «tutto questo non ci fa perdere la consapevolezza del fatto che i grandi eventi da soli non bastano per invertire la rotta e diventare una destinazione turistica o una città viva, stimolante, fruibile, a misura di chi ci abita», puntualizza.
Errori
Tra le criticità, «anzitutto, il sistema della sicurezza ha tenuto. Certo, ci sono stati problemi legati all’affluenza e ad alcune soluzioni, ma la prima cosa è che non sia accaduto niente», riflette Mascia. Un esordio complesso, per una città che non aveva mai ospitato un evento di queste dimensioni, e che ha messo alla prova soprattutto la gestione dei flussi e degli spazi. Con Mascia che ricorda: «sono arrivate persone da diverse parti d’Italia, i ristoratori e locali della città hanno lavorato e hanno continuato a lavorare per tutta la notte». Ma è lo stesso sindaco a sottolineare che «questo non deve impedire di fare tesoro delle tante cose che possono essere migliorate», perché la struttura organizzativa «ha superato l’esame d’esordio», ma richiede ora un salto di qualità.
Soluzioni
Dalla possibilità di installare maxischermi nelle aree antistanti i tornelli, dove a seguire il concerto sono state diverse migliaia di persone, all’infoltimento del personale dedicato al presidio delle zone di esodo, per alcuni tratti della serata bloccate dalla folla. E poi la diffusione del suono, effettivamente deficitaria soprattutto ai lati e nel retro del palco, da migliorare. E la distribuzione di chioschi e servizi igienici dentro e fuori l’area del concerto, «faremo tesoro dei tanti suggerimenti che ci arrivano da chi ha seguito lo spettacolo», è l’impegno. Tirate le somme, resta comunque un dato politico chiaro. «Sassari vuole essere città di grandi appuntamenti, per la sua comunità, per incrementare la sua capacità attrattiva e per creare attenzione sul suo patrimonio urbanistico, ambientale, architettonico, storico, culturale, gastronomico e identitario, sin qui sottoutilizzato», ribadisce il sindaco Mascia.
Arena
Poi il sogno Arena, tassello indispensabile per diventare meta di grandi appuntamenti. Con una precisazione: «Capodanno è un evento di piazza e non potrà uscire dal contesto urbano – sottolinea – anche se il risultato ottenuto restituisce piena attualità al progetto di una grande arena per ospitare, in altri periodi dell’anno, eventi di scala analoga».
La macchina
Anche l’amministrazione, di conseguenza, è chiamata ad adeguarsi. «Stiamo ridefinendo il modello socio-culturale su cui Sassari e la Città metropolitana devono investire nel medio-lungo periodo», afferma il sindaco, indicando nella possibile creazione di una struttura intersettoriale dedicata ai grandi eventi uno dei passaggi decisivi per trasformare un successo episodico in una politica stabile.
