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Francesco Nunziatini si è appena laureato: «Ora pensiamo alla salvezza della Torres»

di Andrea Sini
Francesco Nunziatini si è appena laureato: «Ora pensiamo alla salvezza della Torres»

L’esterno toscano, che lunedì ha discusso la tesi di laurea, è la grande rivelazione delle ultime partite

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Sassari Sabato pomeriggio ha annullato il suo avversario diretto, disputando la sua migliore partita da quando veste la maglia della Torres. Poi ha preso un aereo per tornare a casa, ha ripassato un po’ la tesi e lunedì si è presentato davanti alla commissione di laurea: Francesco Nunziatini esterno rampante di 23 anni, formatosi nel settore giovanile dell’Inter, ora è anche un dottore in Scienze della Comunicazione e Media digitali.

Insieme ai compagni di squadra Andrea Zaccagno, laureato in Economia aziendale, Alessandro Masala e Matteo Liviero, entrambi in Scienze motorie, forma un bel quartetto di bravi calciatori che se la cavano anche con i libri.

Più difficile laurearsi o vincere un campionato?

«Sono due cose diverse. In entrambi i casi belle e impegnative. Per quest’anno, avendo già ottenuto la laurea, andrebbe benissimo la salvezza».

Come ha festeggiato?

«Sono andato a pranzo con la mia famiglia, c’erano anche i miei tre nonni. Poi la mattina dopo ho preso l’aereo e sono tornato a Sassari per l’allenamento».

Le piace studiare?

«Sì, mi sono sempre applicato. Ho pensato di intraprendere un percorso orientato sul futuro e sull’innovazione. Un percorso parallelo rispetto alla mia attività agonistica che mi tiene impegnato e che mi dà molta soddisfazione. Però non è una passeggiata».

In che senso?

«La mente va tenuta allenata e a volte è persino più difficile rispetto alle gambe. Bisogna riuscire a trovare una routine e un proprio metodo. Anche studiare stanca, ma più vai avanti e più trovi la dimensione. E questo non toglie nulla al mio impegno sul lato sportivo. Non tutti la pensano così, ma è un percorso che mi piace e so che rende orgogliosi anche i miei genitori. Poi con mio fratello laureato in economia non volevo essere da meno».

Proseguirà negli studi?

«Ora mi prenderò una pausa, ma sicuramente mi piacerebbe proseguire, magari lungo un filone orientato sul global marketing».

Dal punto di vista delle energie mentali spese, forse questa stagione con la Torres è più faticosa di una laurea...

«Sì ma non ha senso guardarsi indietro. Stiamo attraversando un buon periodo da tutti i punti di vista. Certo, il risultato di sabato con la Vis Pesaro sembrerebbe dire il contrario. Ma ci è mancato soltanto il gol: la Torres è una squadra in salute che si è calata in questa realtà complicata e sta cercando di fare il possibile per uscirne. Ripeto, sabato ci è mancato poco e tra pali e salvataggi sulla linea non siamo stati sicuramente fortunati. Ma non bisogna appigliarsi a queste cose, bisogna solo lavorare e continuare su questa falsariga. Le prossime tre gare saranno molto importanti».

Siete cresciuti molto a livello di personalità.

«Ora abbiamo più sicurezza e cerchiamo di stare in partita sempre. Gli errori esistono, ne commettiamo, ma abbiamo sviluppato una grande solidità mentale, sappiamo che contro chiunque, qualunque cosa succeda, possiamo continuare a fare il nostro gioco, portando avanti le nostre idee. Ci rimbocchiamo le maniche e ripartiamo con convinzione».

Lei è a Sassari dal 2023, lo scorso anno è andato in prestito a Sestri Levante e in questa stagione è passato da un posto da titolare alla panchina, per poi riprendersi una maglia. Una bella altalena.

«I periodi altalenanti fanno parte di questo lavoro. Non bisogna mai cambiare l’approccio alla costanza quotidiana, quello alla lunga fa la differenza. Fortunatamente sono riuscito a riprendermi anche dal punto di vista fisico, dopo un problema a un ginocchio. Sono contento di poter dare una mano».

Di lei ha colpito lo spirito con il quale si è adattato ai vari ruoli.

«Non ho problemi a calarmi in qualsiasi situazione, non mi sento mai di dire che sono “fuori ruolo”. Dove ti mettono e dove puoi dare un apporto, quello in quel momento è il tuo ruolo ed è lì che devi sentirti, al 100%».

Il pubblico vi sta dando grande supporto.

«I tifosi hanno capito la situazione, anche loro si sono calati in una realtà da “salvezza a tutti i costi”. A San Benedetto siamo rimasti impressionati, ma anche in casa il pubblico ci sta trascinando. Sappiamo bene che quel tipo di spinta può fare la differenza».

Lei ha giocato nella Primavera dell’Inter e nell’ambiente nerazzurro è ricordato per un gran gol segnato al Real Madrid nella Youth League. Ha ancora contatti con quel gruppo?

«Sì, ho un bel rapporto con Casadei e Fabbian, che ora giocano in serie A, ma anche con Zanotti, che è nella massima serie svizzera. Invidia? No, per me non esiste: sono davvero felice per loro, sogno semmai di giocarci contro, un giorno. I loro successi sono uno stimolo, una fonte di ispirazione e motivazione quotidiana».

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