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Mondiali 2026, Argentina-Spagna finale show: Messi contro il baby Yamal

Mondiali 2026, Argentina-Spagna finale show: Messi contro il baby Yamal

A New York, alle 21, l’ultimo atto della Coppa del Mondo

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New York Oggi è il giorno della finale tanto attesa (ore 21 su Rai 1), quella tra l’Argentina campione del mondo e la Spagna campione d’Europa. L’appuntamento è planetario per definizione, come certifica un’audience stimata in due miliardi di persone. Leo Messi, trentanovenne capitano dell’Argentina e protagonista annunciato del suo verosimile ultimo atto in un Mondiale, dopo che in questo ha già giocato 7 partite strepitose segnando 8 gol, ha sintetizzato così il duello con la squadra del diciannovenne Lamine Yamal, suo erede al Barcellona, nonché insieme a lui soggetto di una famosa fotografia in cui appunto il ventenne Leo, all’epoca astro nascente del Barça, faceva il bagnetto a un piccolissimo Lamine: «Quella foto è una follia. La pressione? Non la sento, perché nella mia carriera ho imparato che si perde molto più spesso di quanto si vince: è stata una lezione utile. Yamal alla sua età ha un’occasione grandissima. Io gli auguro di vincere tanto, anche perché gioca nel club che amo. Però non questa volta. Con i miei compagni faremo in modo che non succeda».

Perfino Messi ha fatto fatica a restituire centralità alla partita in quanto tale. Il venerdì dell’antivigilia, infatti, è stato davvero all'americana con la novità della conferenza stampa fuori protocollo, organizzata a Manhattan dagli sponsor con folla pagante di 800 spettatori (80 dollari la cifra minima ufficiosa del biglietto), con Messi stesso ospite d'onore imprevisto e con domande poste da tre sportivi iconici, il tennista serbo Novak Djokovic e le due stelle del football americano Tom Brady e del basket Kevin Durant. Il sabato della vigilia è tornato un po’ di più nei canoni della tradizione, con le squadre a preparare la partita nei rispettivi ritiri vicini allo stadio del New Jersey, teatro della finale e con i due commissari tecnici a studiare la strategia tattica. Per Il ct spagnolo Luis De la Fuente bisogna pensare al campo «che è più importante: si vince con lo studio dei particolari».

Il suo collega e amico argentino Lionel Scaloni (è stato suo allievo al corso allenatori in Spagna) si era mostrato ancora più tagliente sull’insolito prepartita avallato dalla Fifa: «Un evento surrealista». Quanto alla tattica, aveva spiegato la sua principale preoccupazione: la stanchezza dei giocatori e il giorno di riposo in meno rispetto agli avversari, che in una semifinale presto indirizzata dal rigore segnato da Oyarzab hanno eliminato la Francia ventiquattr’ore prima del ben più sofferto 2-1 inflitto in rimonta all’Inghilterra dagli argentini, sulla cui piena efficienza atletica Scaloni è prudente: «Non tutti hanno recuperato in pieno».

La formazione verrà svelata solo nella riunione tecnica, ma le previsioni, sono sulla conferma in partenza degli undici giocatori titolari contro l’Inghilterra, con Giuliano Simeone esterno destro del 4-4-2, in cui Julian Alvarez affiancherebbe ancora Messi, e con gli ingressi preventivati nella ripresa di Rodrigo De Paul e dell’interista Lautaro Martinez, decisivo mercoledì scorso ad Atlanta grazie al gol di testa nei minuti di recupero su assist del numero 10. De la Fuente pare a sua volta intenzionato a riproporre la formazione che ha annichilito la Francia attraverso il possesso palla. Il ct ha provato a fugare i dubbi sulle condizioni di Porro e Yamal, che porta una fasciatura sulla coscia sinistra (la gamba è quella del serio infortunio di aprile al bicipite femorale): la finale di un Mondiale merita tutti gli sforzi per recuperare. La partita verrà arbitrata dal severo sloveno Slavko Vincic.

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