La Sardegna come un set: Michele Riondino protagonista del film su Beniamino Zuncheddu, condannato ingiustamente a 33 anni di carcere
In corso le riprese di “Zustissia”, casting per il film "Le scarpe nascoste" di Colla
In un’isola che dimostra sempre più una vocazione cinematografica, i ciak non smettono di schioccare. I più recenti arrivano da Cagliari, per le riprese del film “Zustissia - Storia del più lungo errore giudiziario italiano” dedicato alla vicenda di Beniamino Zuncheddu, pastore di Burcei condannato ingiustamente a 33 anni di carcere per omicidio plurimo. Prodotto da Palomar, già dietro a tanti titoli di successo per il cinema e la televisione, il lungometraggio ha come protagonista Michele Riondino.
Alla regia il cagliaritano Francesco Piras, al suo esordio in un lungometraggio dopo aver diretto apprezzati corti come “Il nostro concerto” (in cinquina ai David di Donatello), “Mammarranca” (vincitore di Visioni Sarde) e “Tilipirche” (selezionato per la Settimana della critica alla Mostra di Venezia). Il film è scritto da Lisa Nur Sultan e Niccolò Gentili, una sceneggiatura basata sul libro “Io sono innocente” firmato dallo stesso Zuncheddu insieme al suo avvocato Mauro Trogu e pubblicato due anni fa, dopo l’assoluzione, da De Agostini. Una drammatica storia di malagiustizia quella di Zuncheddu che nel 1991 viene accusato della strage di Sinnai, con tre allevatori uccisi e un quarto ferito gravemente. L’inizio di un incubo che sembra dover durare per sempre con la condanna all’ergastolo, fino a quando un giovane avvocato si interessa alla sua storia, legge gli atti, si rende contro di trovarsi davanti a un clamoroso errore e riesce nel 2021 a far riaprire il processo che porterà all’assoluzione con formula piena nel 2024. Le riprese dovrebbero andare avanti sino ad aprile, tra Cagliari e Burcei, con il coinvolgimento anche di molti figuranti dopo i casting fatti nelle settimane scorse.
A proposito di selezioni di comparse si stanno svolgendo in questi giorni quelle per “Le scarpe nascoste” di Rolando Colla, regista e sceneggiatore svizzero con alle spalle lungometraggi presentati in grandi festival come Locarno e Venezia. In questo suo nuovo lavoro racconta l’emigrazione in Svizzera di una famiglia sarda alla fine degli anni Sessanta, proprio quando il movimento di estrema destra guidato dal politico James Schwarzenbach promosse un referendum contro gli stranieri nel territorio della Confederazione svizzera. Per le riprese nell’isola, previste da metà giugno nel Meilogu e nel Sassarese, la società Peacock Film, in coproduzione con la sarda Terra de Punt, ricerca diverse figure e i prossimi casting sono in programma domenica e lunedì a Sassari, all’hotel Grazia Deledda. Altri film saranno sicuramente girati in Sardegna nei prossimi mesi, ma al solito le produzioni mantengono il massimo riserbo su progetti in fase di preparazione o alla vigilia delle riprese. Tra le storie che presto potrebbero iniziare a prendere forma concreta con l’apertura di set nell’isola, desta particolare curiosità, tra quelli anche ammessi ai contributi finalizzati alla produzione di lungometraggi di rilevante interesse regionale, un progetto già annunciato da qualche anno dalla casa di produzione Vivo Film: “Tecnicamente dolce”, basato su uno script di Michelangelo Antonioni che il grande regista non riuscì mai a trasformare in un film. Ma accanto a film che attendono di essere girati, ce ne sono altri di registi sardi già pronti per l’uscita in sala o in fase di post produzione. Prevista prima dell’estate la distribuzione di “Quasi Grazia”, lungometraggio di Peter Marcias su Grazia Deledda ispirato all’omonimo libro di Marcello Fois e con la scrittrice premio Nobel interpretata, in tre diverse fasi della sua vita, da Irene Maiorino, Laura Morante e Ivana Monti. Tra gli altri titoli, pur con meno certezze sulla data di uscita, da ricordare “Alberi erranti e naufraghi” di Salvatore Mereu, “Videmortos” di Matteo Incollu e “Dal nulla” di Joe Juanne Piras.
