La Nuova Sardegna

Sessualità

Esiste anche il “punto G” maschile: il nuovo studio scientifico che cambia tutto

Esiste anche il “punto G” maschile: il nuovo studio scientifico che cambia tutto

Dall’università di Santiago di Compostela la rivelazione sulle zone erogene: «Si tratta di un’area a lungo trascurata nei manuali»

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Nella sessualità femminile è uno dei temi più discussi e noti: il punto G, l’area erogena più sensibile e di maggior piacere. Ma la novità è che esiste un punto G anche al maschile. E a rivelarlo, e localizzarlo, è uno studio scientifico recentissimo.

La notizia, pubblicata da New Scientist, arriva dall’università di Santiago de Compostela, in Spagna, ed è stata ripresa dal settimanale Internazionale. Lo studio neuroanatomico più dettagliato condotto fino a oggi sul pene ha individuato la principale zona erogena degli organi genitali maschili, scrive New Scientist. Finora, quando si è parlato di zona erogena al maschile, il fatidico punto G è sempre stato identificato con la prostata, una ghiandola interna ricca di terminazioni nervose.

Secondo il nuovo documento scientifico, invece, per il maschio «la sua principale zona erogena è il delta del frenulo, un’area che è stata a lungo trascurata nei manuali di anatomia e nella formazione chirurgica. Questa zona, di forma triangolare, si trova sul lato ventrale, cioè la parte inferiore del pene, dove il glande incontra il corpo». 

Gli autori dello studio, guidati dal docente Alfonso Cepeda-Emiliani dell’università spagnola, dichiarano a New Scientist che «il nostro lavoro convalida scientificamente l’esistenza di una regione anatomica ventrale del pene che funge da centro della sensazione sessuale».

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