Tony Pitony a Sassari: annunciata una manifestazione contro il concerto di Abbabula – Ecco perché
Per qualcuno, l’artista rivelazione dell’anno, è espressione diretta «del dominio maschile sui corpi femminili»
Sassari Per qualcuno è solo l'artista irriverente che nei testi delle sue canzoni si esprime con volgarità esplicite. Per qualcun altro è espressione diretta «del dominio maschile sui corpi femminili». Per questo motivo domani, martedì 21 luglio, il concerto di Tony Pitony a Sassari rischia di far discutere e tanto. Perché a partire dalle 20 è stata organizzata una manifestazione pubblica di dissenso che si svolgerà in Corso Regina Margherita.
Tony Pitony è l'artista dell'anno: perché prima di tutto si è rivelato la sorpresa dell'anno. Maschera di Elvis, identità segreta, il cantautore e performer si è fatto notare nel 2025 con l'album "Tonypitony" e alcuni brani diventati presto virali come "Culo", "Mi piacciono le nere" e "Donne ricche". A febbraio, quando ormai il mondo social aveva imparato a conoscerlo, si è esibito sul palco del festival di Sanremo con Ditonellapiaga per la serata cover e sulle note e la coreografia di "The lady is a tramp" hanno vinto.
Produzioni di alto livello, performance dal vivo piene di sketch e interazioni con il pubblico, volgarità spinte, umorismo, originalità nella scena troppo omologata della musica italiana. Nel calderone di Tony Pitony c'è tanto di quello che a molti piace e diverte e ad altri invece indigna. Da mesi, per collocarlo nel panorama musicale, si è ricorsi agli Elio e le storie tese e agli Squallor.
Domani l'artista siciliano arriva in Sardegna come uno dei principali ospiti del festival Abbabula organizzato dalle Ragazze terribili. Le vendite sono andate così bene che il concerto, inizialmente previsto in piazza Moretti, è stato spostato in piazza Università.
In questi giorni nel tam tam social si vociferava di una protesta, per ora erano state chieste adesioni via chat ma adesso sono comparse storie su Instagram che ufficializzano l'iniziativa.
«Si tratta di azioni spontanee, nate dal basso, senza alcuna appartenenza partitica, senza alcuna associazione promotrice e senza alcuna regia istituzionale — si legge in un testo che sta girando sui social negli ambienti giovanili della città —. Nei testi di Tony Pitony ricorrono rappresentazioni degradanti e linguaggi estremamente crudi e violenti che prendono di mira donne, persone gay e lesbiche, persone con corpi non conformi ai modelli socialmente dominanti, persone con disabilità visiva e altre soggettività considerate marginalizzate. Il contesto performativo e l'intenzione dichiarata non si possono considerare sufficienti a neutralizzare l'effetto culturale di quei messaggi. Inoltre, non si tratta di episodi isolati, ma di una modalità comunicativa ricorrente che contribuisce a diffondere un immaginario fondato sulla misoginia, sull'umiliazione e sulla discriminazione. I contenuti dell’artista spesso vengono difesi e giustificati in nome dell’irriverenza, dell'ironia e della satira, ma queste ultime hanno una funzione importante quando mettono in discussione il potere, i privilegi e le strutture dominanti».
Si legge così nel lungo post dove si fa riferimento a provocazioni che finiscono per rafforzare stereotipi, proprio quelli che con l'uso esagerato dell'ironia Tony Pitony ammette da sempre di voler abbattere. «Se vengono riprodotte le ancestrali dinamiche di dominio maschile sui corpi femminili non ci potrà essere nulla di dissacrante e di alternativo; semmai si rafforzerà la storica alleanza tra patriarcato e capitale, che venderà sulla degradazione della nostra pelle. La maschera non è sufficiente per assumere le vesti del personaggio irriverente che fa dell’iperbole la sua arte».
Infine, tra gli ultimi passaggi: «L’iniziativa rimarca la necessità di aprire una discussione collettiva sul sistema culturale nel suo complesso e sulle responsabilità condivise di operatori e operatrici culturali, istituzioni, case discografiche, agenzie, artisti/e e pubblico».
Alla protesta risponde Barbara Vargiu, direttrice artistica delle Ragazze Terribili: «Ringraziamo gli organizzatori della manifestazione per lo stimolo e per il confronto che hanno voluto avviare con noi: ogni riflessione critica è benvenuta, poiché accresce la consapevolezza nella fruizione della cultura e promuove dibattiti che possono essere occasione di crescita e confronto per tutta la comunità. Ci preme ricordare che Tony Pitony - la cui produzione artistica è indubbiamente basata sulla provocazione e sull'iperbole - è oggi un artista di larga fama che sta ottenendo un crescente consenso da parte della critica: a Sanremo ha vinto la serata dei duetti ed è stato ospite di personaggi amati dal grande pubblico come Fiorello e Elio. Nel nostro caso, lo abbiamo inserito tra gli appuntamenti a pagamento: chi ha acquistato il biglietto conosce la sua opera e la sua cifra stilistica».
«Crediamo – conclude la nota – che manifestazioni come quelle di fronte all'ex Questura siano sempre positive, poiché confermano che l'arte, anche quando divide, è in grado di adempiere al suo compito più alto: far discutere e tenere vivo il pensiero critico».
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