Operazione dialetti e lingue locali, Topolino parla sardo: in edicola il fumetto della Disney tradotto in limba
A trasformarlo in immagini la matita del guspinese Luca Usai
Topolino parla sardo, letteralmente. Non si tratta di una storia ambientata nell’isola come già successo in passato sulle pagine del fumetto Disney, ma di un racconto tradotto in limba che rientra in un progetto sui dialetti e le lingue locali portato avanti dal settimanale edito da Panini Comics. Nel numero 3697, in edicola da oggi 29 settembre, si potrà leggere, con l’adattamento in sardo del glottologo e linguista Simone Pisano, il racconto “Topolino e l’intralcio (in)volontario” scritto dallo sceneggiatore piemontese Marco Bosco. A trasformarlo in immagini la matita del guspinese Luca Usai, tra i più apprezzati disegnatori del mondo disneyano e graficamente già autore di alcune storie legate alla Sardegna e in particolare al suo patrimonio culturale: da “Indiana Pipps e l’energia dei giganti” su sceneggiatura di Giorgio Figus, pubblicata nel 2012, a due storie scritte da Bruno Enna e focalizzate sull’area archeologica di Cabras: “Topolino e il mistero dei Giganti”, uscita due anni fa, e “Topoi e la città del tempo” che risale a maggio scorso.
In questo caso la vicenda si svolge a Topolinia e vede impegnati Topolino e Pippo invischiati in una serie di malintesi e ostacoli mentre Gambadilegno e Sgrinfia progettano un piano malvagio. Fa uno strano effetto leggere balloon e didascalie in sardo, frutto del lavoro di Simone Pisano. In un’anteprima di tre pagine l’esperto di linguistica spiega com’è stato trattato l’adattamento sottolineando che «la lingua impiegata nella traduzione è il sardo, senza ulteriori aggettivi, rappresentato con una parte della sua articolazione geografica e letteraria, anche perché il fumetto, pur nella sua specificità, resta comunque un testo scritto. Il risultato restituisce così uno spaccato, inevitabilmente minimo e frammentario, delle interazioni tra parlanti sardi provenienti da aree differenti della sardofonia».
La storia si potrà leggere in sardo, ma anche in anconetano, aquilano e ladino grazie all’adattamento di altri traduttori coordinati da Riccardo Regis, docente di linguistica italiana dell’Università di Torino ed esperto di dialettologia chiamato da Panini Comics a curare il progetto iniziato nel gennaio del 2025 con la pubblicazione di una storia in milanese, fiorentino, catanese, napoletano e successivamente di un’altra in romanesco, torinese, barese e veneziano. Nel 2026 si è proseguito con nuove tappe, passando prima per un racconto in bolognese, genovese, catanzarese e francoprovenzale valdostano, poi da uno in friulano, potentino, perugino e campobassano. Fino ad arrivare al numero in uscita in questa settimana che completa il particolare giro dell’Italia. «Quando varammo l’operazione dialetti – spiega il direttore editoriale di Topolino Alex Bertani – non avevamo idea di dove questo progetto ci avrebbe condotto. Il gradimento fu altissimo e inaspettato. L’iniziativa ebbe la capacità di riaccendere i riflettori attorno al tema della salvaguardia dei nostri dialetti e delle lingue locali. Per essere super partes decidemmo fin dall’inizio di dare spazio almeno una volta ad ogni Regione e oggi con “Topolino e l’intralcio (in)volontario” la lista è infine completa».
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