Omicidio Cambuca, la pena è ridotta: c’è la condanna a 14 anni – ecco la sentenza
Il delitto risale al 2024 e sfociò in seguito a una lite avvenuta dopo una serata trascorsa fra amici alla sagra di Santa Greca
Cagliari Una condanna a 14 anni di reclusione per Fabio Concas 24enne di Decimomannu, accusato di aver ucciso il 28 settembre 2024 ad Assemini Alessandro Cambuca, 27 anni di Villaspeciosa. Il pubblico ministero Marco Cocco aveva chiesto per l’imputato 26 anni, che scontati di un terzo per il rito abbreviato erano diventati 17 e quattro mesi. Questa mattina 24 febbraio la sentenza da parte della Corte d'Assise che ha ridotto di tre anni e 4 mesi la pena, condannando Concas a 14 anni.
I due protagonisti facevano parte di un gruppetto di amici che dopo la serata di festa trascorsa alla sagra di Santa Greca a Decimomannu, erano andati a dormire assieme in una casa in via Tuveri, ad Assemini, diventata poi luogo del delitto.
All’alba era scoppiata una lite fra Cambuca e Concas, che dormivano nella stessa stanza, e il secondo aveva accoltellato il rivale. Sebbene ferito, Cambuca era riuscito a raggiungere un’altra stanza e svegliare gli altri amici che dormivano. Negli ultimi attimi di conoscenza aveva fatto il nome di Fabio Concas come l’autore dell’accoltellamento.
Il responsabile era poi fuggito, ma fu arrestato poche ore dopo a Cagliari. Nell’udienza di convalida del 2 ottobre, l’indagato si avvalse della facoltà di non rispondere. Per lui, l’avvocato difensore Franco Villa e il pubblico ministero Cocco chiesero una perizia psichiatrica per accertare le capacità mentali e se al momento del delitto fosse nelle condizioni di intendere e volere. Il gip Giulia Tronci accolse la richiesta e affidò la perizia allo psichiatra Antonello Canu, che nella visita medica effettuata in carcere riscontrò una possibile presenza di disturbi psichici e suggerì un approfondimento, effettuato poi dallo psichiatra forense Diego Primavera. Lo specialista stabilì invece che Fabio Concas era totalmente capace di intendere e di volere. Nell’udienza del 22 gennaio scorso la requisitoria del pubblico ministero Cocco, che al termine aveva chiesto 26 anni di reclusione, con lo sconto di un terzo di pena per il rito abbreviato: pena finale 17 anni e 4 mesi di carcere. Gli avvocati di parte civile Carlo Demurtas, Laura Pirarba e Edoardo Delirio, si erano associati alla richiesta dell’accusa chiedendo una provvisionale di 50mila euro per la famiglia della vittima, richiesta accolta.(l.on)
