Minacce, estorsioni e violenza per dieci anni: arrestato aguzzino – La storia
L’uomo è stato colto sul fatto grazie alle segnalazioni della sorella della vittima
Dolianova Per oltre un decennio ha vessato un operaio ultrasessantenne di Dolianova estorcendogli diverse migliaia di euro. Un incubo, fatto di minacce, violenze fisiche e una profonda soggezione psicologica, è stato interrotto grazie all'intuito di una sorella della vittima e al tempestivo intervento dei carabinieri della stazione di Dolianova.
Nella serata di ieri, giovedì 5 marzo, i militari della stazione della cittadina del Parteolla hanno arrestato in flagranza un cinquantacinquenne disoccupato, già noto alle forze di polizia, con l'accusa di estorsione. I militari sono intervenuti dopo che la sorella della vittima, allarmata dal fatto che il fratello fosse ormai ridotto vicino alla soglia dell'indigenza nonostante avesse da sempre un lavoro stabile, aveva intuito la gravità della situazione ed era riuscita a farsi raccontare dal fratello cosa stesse accadendo. La donna ha poi riferito ai militari che suo fratello stava per incontrarsi con il suo aguzzino nei pressi di un istituto di credito locale per l'ennesima consegna di denaro. I carabinieri hanno immediatamente predisposto un servizio di osservazione discreta, impiegando personale in abiti civili nei dintorni della banca. I carabinieri sono intervenuti bloccando il cinquantacinquenne subito dopo che questi aveva ricevuto dalle mani della vittima la somma di 650 euro in contanti, prelevata poco prima dallo sportello bancomat.
La successiva denuncia formalizzata dallo ultrasessantenne ha fatto emergere un quadro drammatico. Da oltre dieci anni, l'uomo sarebbe stato costretto a versare mensilmente somme non inferiori a 600 euro, per un importo complessivo stimato in diverse decine di migliaia di euro. L'origine delle richieste estorsive risalirebbe ai primi anni duemila, quando la vittima aveva vissuto per un breve periodo in affitto in un immobile di proprietà dell'indagato. Al termine della locazione, quest'ultimo lo avrebbe accusato di un presunto e mai specificato furto, pretendendo denaro in cambio del proprio silenzio per non denunciarlo. Negli anni, la pretesa economica si sarebbe trasformata in una vera e propria spirale di terrore, fondata sulla totale soggezione psicologica della vittima e alimentata da minacce crescenti e da episodi di aggressione fisica che l'uomo, terrorizzato, non aveva mai trovato il coraggio di denunciare.
Ricostruita l'intera vicenda e recuperato il denaro appena sottratto, il cinquantacinquenne è stato accompagnato in caserma. Al termine delle formalità di rito, cosi come disposto dall'autorità giudiziaria, è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione, in attesa dell'udienza di convalida prevista per la giornata di oggi venerdì 6 marzo.
