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Droga

Ordina la droga sul web, ma il pacco arriva con i carabinieri – ecco che cosa è successo

di Enrico Carta
Ordina la droga sul web, ma il pacco arriva con i carabinieri – ecco che cosa è successo

Al momento della consegna l’amara sorpresa per un 24enne

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Sindia «Buongiorno, questo pacco è suo?» dice colui che sembra a tutti gli effetti un fattorino che bussa alla porta. Il giovane che ha appena aperto non esita un istante, sollevato per aver ricevuto tempestivamente l’ordine: «Sì, certo, buongiorno». Un attimo dopo però sbianca e il ritmo delle palpitazioni aumenta perché il signore che ha davanti toglie dalle tasche un tesserino che non è quello della compagnia per cui fa le consegne, ma quello dell’Arma dei carabinieri. L’uomo che ha di fronte e mostra il distintivo è un militare del Nucleo Antisofisticazioni di Sassari e non è certo lì per consegnare il pacco. Passa infatti un secondo e al suo fianco spuntano altri suoi colleghi, arrivati sin lì per chiudere il cerchio sull’indagine avviata qualche giorno prima e cogliere sul fatto il destinatario del pacco. All’interno, sbarcata qualche ora prima in Sardegna dalla stiva di una nave o di un aereo, c’era una confezione con un chilo di hashish ordinato online e fatto recapitare a Sindia dopo essere partito da molto lontano.

Attraverso un sito internet, il 24enne di cui non sono state comunicate le generalità, aveva effettuato la compravendita grazie alla quale aveva fatto arrivare sin sulla soglia di casa la droga prodotta e confezionata in una zona semidesertica della California, nella zona interna di Los Angeles. Circa 10mila e 300 chilometri di distanza, tralasciando la precisione al millimetro che comunque non è importante in questa vicenda. Ovviamente, di fronte alla risposta sulla proprietà del pacco che è suonata come una confessione, i carabinieri hanno proceduto all’arresto che è durato poco. L’intervento è stato effettuato due giorni fa, ma il fermo è durato appena una sera, una notte e una mattina, giusto il tempo per far svolgere il processo per direttissima di fronte alla giudice del tribunale di Oristano, Federica Colantonio. L’accordo tra il pubblico ministero Silvia Mascia e l’avvocato difensore Riccardo Uda ha consentito al giovane di patteggiare la pena di un anno e mezzo, ottenendo così la sospensione condizionale, la non menzione del reato nel casellario giudiziale e infine il ritorno immediato in libertà. I carabinieri ora stanno cercando di capire se quel tipo di ordini sia abituale e se ci sia qualche legame più solido tra un piccolo paese del Marghine e l’esotica California.

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