La Nuova Sardegna

Cagliari

L’operazione

Odio razziale e suprematismo bianco, maxi blitz della Polizia in tutta Italia: nei guai anche un 17enne sardo

di Luciano Onnis
Odio razziale e suprematismo bianco, maxi blitz della Polizia in tutta Italia: nei guai anche un 17enne sardo

Secondo l’accusa, la rete svolgeva un’intensa attività di propaganda di matrice neofascista, neonazista e marcatamente antisemita

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Cagliari C’è anche l’abitazione di un diciassettenne cagliaritano fra le quindici perquisizioni domiciliari effettuate dalla polizia di Stato in tutta Italia nell’ambito di una indagine che ha portato all’arresto di un 19enne per discriminazione razziale e religiosa aggravata dall’apologia della Shoah. Questa mattina 22 aprile, la polizia, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, ha arrestato a Pavia, in esecuzione di un’ordinanza che dispone la misura cautelare degli arresti domiciliari, il diciannovenne, cittadino italiano, ritenuto responsabile della promozione e direzione di un sodalizio avente tra i propri scopi la propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e religiosa, nonché per aver svolto, in concorso con altri, attività di propaganda di contenuti del medesimo tenore, fondati anche sulla minimizzazione della Shoah e sull’apologia del genocidio del popolo ebraico.

Contestualmente, su delega delle Procure della Repubblica del capoluogo lombardo, sia ordinaria che per i minorenni, sono stati eseguiti 14 decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti giovani estremisti, di cui 9 minorenni, indagati a vario titolo per gli stessi reati e residenti nelle città e province di Cagliari, Caserta, Cosenza, Materia, Perugia, Roma, Viterbo, Salerno, Siena e Torino. L’attività scaturisce all’esito di un’articolata indagine condotta dalla Sezione Antiterrorismo della Digos della Questura di Milano, coadiuvata da quella di Pavia, in stretta sinergia con la Direzione centrale  di Prevenzione - Servizio per il Contrasto del Terrorismo e dell’Estremismo Interno, e trae origine dalla costante attività di web-monitoring svolta nei confronti degli ambienti dell’estrema destra suprematista e neonazista, che ha consentito di individuare un gruppo attestato su una piattaforma di instant messaging, costituito e gestito dall’arrestato e facilmente accessibile da chiunque, denominato “Chat Terza Posizione” , esplicito richiamo alla nota omonima formazione eversiva degli anni ’70.

Nel dettaglio, l’attività tecnica ed il monitoraggio di tale spazio virtuale (e degli altri che ne costituivano diretta emanazione) hanno consentito di riscontrare che l’arrestato – unitamente ad alcuni degli altri indagati – vi svolgeva un’intensa attività di propaganda di matrice neofascista, neonazista e marcatamente antisemita, che non di rado tracimava nell’aperta esaltazione degli autori di gravi attentati di matrice suprematista (come Brenton Tarrant, autore della strage di Christchurch nel marzo 2019) nonché nell’apologia della Shoah; sono stati altresì rilevati contenuti afferenti alla così detta “white jihad”, fenomeno di “ibridazione ideologica” tra gli elementi di propaganda dell’estrema destra radicale neonazista e quelli riconducibili al terrorismo di matrice jihadista, accomunati entrambi dal marcato antisemitismo. Tale massiva opera di propaganda e reclutamento, che l’arrestato svolgeva anche mediante i propri profili social personali per amplificarne la portata, sfociava nel diretto invito a proiettare il sodalizio nel “mondo reale”, organizzandosi sul territorio in “Squadroni d’Azione Rivoluzionaria” per compiere azioni violente in linea con le finalità del gruppo.

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