Leonardo Mocci ucciso in piazza, il cerchio si stringe: ci sono tre indagati – Ecco che cosa sappiamo
Gli investigatori a caccia di altre prove per completare il mosaico accusatorio
Cagliari Indagati a piede libero, per ora. Ma da un momento all’altro, per i tre giovani – due fratelli di Pirri accusati dell’omicidio di Leonardo Mocci e uno di Quartu per aver organizzato la trappola mortale, sarebbero pronte tre ordinanze di custodia cautelare. Le indagini dei carabinieri per l’omicidio del 24enne di Villacidro ucciso mercoledì notte scorso in piazza Settimio Severo a Monserrato, sono coordinate dai sostituti della Procura di Cagliari Diana Lecca e Enrico Lussu. Gli investigatori avrebbero messo assieme un mosaico di indizi piuttosto consistenti a carico dei tre, ma ipoteticamente mancherebbe ancora qualche tassello per completare il puzzle accusatorio.
Gli interrogatori non si sono certamente formati nel momento in cui c’è stata l’iscrizione dei tre sospettati nel registro dell’indagati, sono anzi andati avanti con uguale intensità per poter chiudere il cerchio quanto prima. Nella caserma dei carabinieri della Compagnia di Quartu e del Comando provinciale le attività informative proseguono incessantemente, così come l’alternarsi di persone convocate da cui potrebbe arrivare un contributo importante alla chiusura delle indagini. Interrogati a più riprese soprattutto i giovani - per l’esattezza dodici - che al momento del delitto si trovavano in piazza Settimio Severo e che potrebbero sapere molto più di quello che hanno raccontato finora. Non sono direttamente coinvolti nell’omicidio, ma neppure del tutto all’oscuro di quanto accaduto. I loro telefoni cellulari sono nelle mani degli investigatori per verifiche tecniche su chiamate e messaggistica e saranno restituiti a completamento dei controlli. Fra le domande che si sono posti da subito gli inquirenti è come mai sia stata scelta la piazza Settimio Severo di Monserrato per mettere in atto il piano che prevedeva di rapinare l’acquirente di una partita di droga di fatto inesistente, per un importo di 5mila euro. La piazza – a detta dei residenti sempre stata in passato luogo tranquillo – sarebbe frequentata da qualche tempo da diversi giovani che si ritrovano lì la notte. Anche la sera dell’omicidio erano in dodici, davanti all’ingresso della palazzina al numero civico 3, dove al terzo piano abitano in affitto tre o quattro di loro. La domanda a cui i carabinieri stanno cercando una risposta certa e se qualcuno del gruppetto conoscesse i tre giovani che adesso sono indagati per l’uccisione di Leonardo Mocci e che rapporto c’era fra loro. Diversamente qualcosa rimarrebbe da chiarire: perché la scelta di Monserrato e piazza Settimio Severo per concludere il falso affare finito nel sangue dato che i tre autori sono di Pirri e Quartu? Quali agganci ci sono con il luogo scelto per incontrare l’acquirente di droga di Serramanna, arrivato in compagnia di Leonardo Mocci poi ucciso freddamente con un colpo di pistola dritto al cuore? Nelle risposte a questi quesiti, gli investigatori potrebbero trovare – sempre che non le abbiano già avute - la quadratura del cerchio. Ai soci del gruppetto è stata fatta già il giorno successivo all’omicidio anche la prova dello stub per sapere se qualcuno avesse sparato, ma il risultato sarebbe negativo. Inutile fare il test su mani e vestiario dei tre indagati: il tempo trascorso non darebbe risultati apprezzabili e comunque inutilizzabili come accertamenti irripetibili.
