Minigonne, canottiere e infradito vietate: al Palazzo di giustizia spunta il dress code
Cartelli agli ingressi e controlli affidati alla vigilanza, ma restano dubbi su chi abbia deciso e su come applicare le nuove regole
Cagliari Istruzioni per l'abbigliamento da usare dentro il Palazzo di giustizia di Cagliari. Sono contenute in alcuni manifesti, corredati da apposite immagini, nei quali si legge: "Palazzo di giustizia di Cagliari. Avviso ai visitatori: non è consentito l'accesso con: pantaloncini, minigonne, canottiere, cappellini, abiti trasparenti, infradito e ciabatte. Il personale di vigilanza è incaricato di far rispettare la presente disposizione".
Non è chiaro chi abbia assunto una decisione che in linea generale, è finalizzata a garantire il decoro nell'abbigliamento di chi frequenta le aule giudiziarie, dove per "visitatori" è verosimile pensare che le disposizioni riguardino tutti, quindi anche magistrati, avvocati, e il personale.
Il manifesto non reca l'intestazione di un ufficio giudiziario, e non è quindi chiaro chi abbia assunto la decisione che potrebbe essere scaturita dalla Conferenza permanente, organismo che si occupa però di questioni più generali legate alla logistica e alla sicurezza. Anche l'affidamento al personale di vigilanza dei controlli del caso è piuttosto vago, visto che non è chiaro come questo controllo verrà esercitato, ad esempio sulla lunghezza delle minigonne.
Ancora, non si capisce quali conseguenze possa avere la mancata osservanza della disposizione: in caso di un testimone, la non omologazione alle nuove regole potrebbe comportare il divieto di ingresso nelle aule, e di conseguenza ritardi nei processi. Insomma, tutto da capire, e in giorni in cui il palazzo è praticamente vuoto per la pausa estiva, il "dress code" giudiziario suscita qualche perplessità soprattutto sulla tempistica nella quale è stato diffuso e sulle misure applicative.
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