Addio alla Corte di giustizia tributaria di Nuoro e Oristano
Chiudono le sedi nelle zone interne, la nuova geografia del fisco prevede gli accorpamenti con Sassari e Cagliari
Nuoro Le pratiche di dimensionamento del Nuorese e dell’Ogliastra continuano. E non riguardano più solo il mondo della scuola e il sistema carcerario. Secondo le pratiche di riscrittura della geografia del fisco, infatti, il capoluogo della Barbagia si prepara ad affrontare anche la chiusura della sua Corte di giustizia tributaria. Nuoro, così come Oristano, infatti, rientrano tra quelle sedi dove il numero di cause è così basso (280 i ricorsi annui ammessi per poter continuare a esistere), da non reggere più il costo di una struttura autonoma.
Il criterio del dimensionamento è contenuto all’interno del nuovo piano varato dal ministero dell’Economia. Piano che allo stato attuale attende ancora il parere formale del Cpgt, ossia del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria. Parere atteso entro la fine di marzo 2026. Per le istituzioni del territorio, quindi, un margine di trattativa ancora c’è. Tanto che i primi dissensi verso questa ennesima chiusura annunciata arrivato subito da parte di chi è chiamato a rappresentare Nuoro in città e in Regione.
«Così lo Stato si allontana dalla Sardegna, i parlamentari intervengano subito – afferma il consigliere regionale, Sebastian Cocco (Uniti) –. Si tratta di una decisione grave che rappresenta l’ennesimo arretramento dello Stato dalla Sardegna e un colpo diretto alle aree interne. Non una razionalizzazione, ma una scelta che concentra i servizi e svuota i territori».
E ancora: «Professionisti, contribuenti e dipendenti amministrativi saranno costretti a spostarsi verso Cagliari (nel caso di Oristano, ndr), o Sassari (nel caso di Nuoro e Ogliastra, ndr) con costi aggiuntivi, tempi più lunghi e disagi organizzativi rilevanti. Intere aree del centro Sardegna perderanno un altro presidio pubblico. Significa meno accesso alla giustizia e più ostacoli per l’esercizio dei diritti. Questa non è efficienza – conclude Cocco – è centralizzazione. Non è razionalizzazione, è abbandono istituzionale. Ai parlamentari sardi chiedo di intervenire subito per correggere una riforma che penalizza la Sardegna e nega il principio di insularità. In Sardegna la distanza dallo Stato non si misura in chilometri, ma in servizi che chiudono».
Sul caso interviene anche il sindaco Emiliano Fenu: «Con l’ennesima chiusura di un servizio indispensabile per il territorio – commenta sul tema il primo cittadino –, si porrebbe un altro tassello di quello che sembra essere un disegno pianificato di indebolimento delle aree interne. Da sindaco mi opporrò affinché la Corte di giustizia tributaria di primo grado di Nuoro possa continuare ad espletare la sua funzione. Da sindaco di Nuoro non posso non prendere posizione in maniera netta», prosegue il primo cittadino che ribadisce come, più volte nel corso degli anni, si sia tentato di cancellare o ridimensionare la sede di Nuoro.
E aggiunge: «Così si viene meno al diritto richiamato dall’articolo 4 della legge delega n.111 del 2023 che definisce i limiti, gli obiettivi e i principi che stanno alla base di ogni intervento sullo Statuto dei diritti del contribuente e all’articolo 19 definisce i criteri tra qui quello dell'estensione territoriale di cui, evidentemente, il Governo non tiene conto. Questi principi impongono che il sistema tributario e i relativi procedimenti siano improntati a: semplificazione, proporzionalità, riduzione degli oneri per il contribuente e maggiore tutela dei diritti. Quindi è la stessa legge delega ad imporre al Governo di assicurare un sistema che non renda difficile o oneroso per i contribuenti l’esercizio dei propri diritti, incluso l’accesso alla giustizia tributaria. Così il Governo non risponde alle necessità del territorio».
