Schianto sulla provinciale 58, bimbo di due anni resta paraplegico: per i periti la responsabilità è del padre – Ecco perché
L’ incidente nel 2023 sulla strada per Orgosolo. In tribunale l’incidente probatorio
Nuoro Un incidente con lesioni gravi, un bambino di due anni che riporta danni permanenti e una forma di paraplegìa, il papà iscritto nel registro degli indagati per lesioni gravi nei confronti del figlio, dopo aver causato lo scontro invadendo la corsia opposta. E con lui, come indagati, due medici e due infermieri dell’elisoccorso e del pronto soccorso pediatrico nuorese accusati di non aver rispettato il protocollo e le “buone pratiche clinico-assistenziali” previste nei casi di lesioni stradali. E i periti incaricati dal gip, nel contesto di un incidente probatorio, che scagionano da ogni colpa i quattro sanitari, e ravvisano, invece, una responsabilità del genitore del piccolo, nell’invadere la corsia.
È una storia complessa, e ricca anche di risvolti umani delicati, quella nata da un incidente stradale avvenuto il 4 settembre del 2024 vicino a Orgosolo, lungo la provinciale 58, e che nella tarda mattinata di ieri, 25 febbraio, è approdata al quarto piano del tribunale di Nuoro in un incidente probatorio. Nei mesi scorsi, infatti, il gip Mauro Pusceddu, aveva deciso di disporre, nel contesto di un incidente probatorio, una perizia collegiale per ricostruire con esattezza la dinamica dell’incidente, capire se all’origine dello scontro vi fosse stata una violazione delle regole del codice stradale, quali fossero la natura delle lesioni riportate dal piccolo, e la causa che le aveva determinate.
Ieri, dunque, davanti al gip, al pm Riccardo Belfiori, e ai difensori degli indagati, i due periti incaricati dal giudice, il medico legale Claudia Trignano e l’ingegnere Giampiero Leoni, hanno esposto i risultati della loro relazione. In base alla perizia sul fronte sanitario in sostanza non ci sono state colpe o violazioni di protocolli. Il «trasporto e l’invio in pronto soccorso per dinamica risultano congrui e tempestivi» sottolinea la perizia, per poi aggiungere che «sulla base di quanto desunto dalla documentazione sanitaria», si ritiene che «il trasporto e l’invio al Pronto soccorso pediatrico per dinamica risultino congrui e tempestivi, in base alle raccomandazioni di buona pratica nel trauma maggiore in età pediatrica». E anche riguardo alla fase successiva dell’intervento sanitario, ovvero quella che riguardava il pronto soccorso pediatrico, secondo la perizia, tolte alcune criticità, «l’operato dei sanitari è stato coerente con le esigenze cliniche del minore». Per poi concludere che, in sintesi, «è possibile ritenere che una diagnosi tempestiva e una condotta assistenziale pienamente congrua avrebbero potuto incidere sulla precocità della presa in carico, ma non appaiono, con ragionevole probabilità logico-scientifica, in grado di evitare o modificare l’esito neurologico finale».
Riguardo alla posizione del padre del bimbo, indagato per lesioni stradali, la perizia, invece, è stata di segno opposto perché ne ha ravvisato un profilo di responsabilità. Secondo la dinamica ricostruita dal perito, infatti, l’uomo, alla guida della Subaru, quel 4 settembre, aveva «violato l’obbligo di mantenere la propria corsia di marcia, invadendo quella opposta. La causa del sinistro è pertanto da ricondurre esclusivamente alla condotta di guida del conducente della Subaru». (v.g.)
